Napoli: il Trono di Palazzo Reale torna a casa dopo un anno e mezzo di assenza
Napoli – Il trono di Palazzo Reale, simbolo del potere regio, è tornato nella sua sede originale dopo un’assenza di un anno e mezzo. Il ritorno, avvenuto oggi, segna non solo il rientro dell’opera, ma anche una significativa rivelazione storica: il trono, precedentemente attribuito ai Borbone, è stato in realtà commissionato dai Savoia.
Un “giallo” storico risolto
Durante la presentazione del restauro, a cui hanno partecipato la Direttrice delegata Tiziana D’Angelo e il Vicedirettore delle Gallerie d’Italia di Napoli, Antonio Denunzio, è emerso che il trono, fino a poco tempo fa catalogato come manifattura borbonica realizzata tra il 1845 e il 1850, risale al 1874. Le indagini archivistiche condotte dalla storica dell’arte Antonella Delli Paoli hanno ribaltato la cronologia, imponendo di rivedere l’intera fase di arredo post-unitaria del Palazzo.
Restauro hi-tech e viaggio del trono
Il trono ha lasciato Napoli il 12 settembre 2024, sostituito temporaneamente da una seduta del Settecento, per raggiungere il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” di Torino. Questo restauro, parte della XX edizione del programma “Restituzioni” di Intesa Sanpaolo, ha richiesto sette mesi e ha visto l’impiego di tecnologie avanzate, come ispezioni eseguite da scienziati del CNR e radiografie digitali.
Michela Cardinali, direttrice dei laboratori del CCR, ha spiegato che l’intervento includeva una pulitura laser della doratura, realizzata senza l’uso di agenti chimici aggressivi. Prima del rientro, il trono è stato esposto in una mostra a Roma, conclusasi lo scorso 18 gennaio.
La Sala e il suo recupero
Mentre il trono era in restauro, a Napoli si lavorava per preparare la sala che lo ospita. Sotto la supervisione di Paola Ricciardi e con il contributo della restauratrice Ilaria La Volla, sono stati ripristinati i tessuti che incorniciano il potere regio. Negli ultimi tre mesi, Graziella Palei ha lavorato sul tappeto, le fasce della pedana e il baldacchino, effettuando anche un delicato “spolvero” dell’interno.
Voci di esperti
Massimo Osanna, Direttore generale Musei, ha commentato: «Il rientro del Trono segna il compimento di un percorso che ha profondamente rinnovato la nostra conoscenza». Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, ha evidenziato come il progetto “Restituzioni” abbia come obiettivo la salvaguardia del patrimonio culturale. Tiziana D’Angelo ha concluso affermando che oggi la sala «ritrova la propria identità», frutto di una collaborazione tra finanziatori, restauratori e storici dell’arte.
Stato delle indagini
Il trono, ora reinstallato nella sua sala omonima, non è solo un pezzo di arredo, ma un faila di storie e significati che continueranno a guidare future ricerche e indagini nel campo del patrimonio culturale. Le prossime settimane potrebbero portare ulteriori scoperte legate alla storia del Palazzo e del suo arredamento, mantenendo viva l’attenzione su questa storica residenza.