Bagnoli e il Borgo Coroglio: un’ingiustizia che dura da sei anni
Napoli è una città di passione, di bellezza e, purtroppo, di attese insopportabili. Ogni giorno, alla mia finestra, osservo il mare, simbolo di speranza, ma anche il grigio delle case di Borgo Coroglio, che da sei lunghi anni sono paralizzate da una promessa irrealizzata. Gli abitanti di questa storica zona, un tempo fulcro di vita e cultura, ora si trovano intrappolati in una condizione di attesa e incertezza senza fine. È una sofferenza che tocca il cuore di chi ama questa città e ne vuole il riscatto.
Dal 2020, i residenti vivono in uno stato di limbo: case espropriate, senza poterle né vendere né ristrutturare. Ecco la situazione: nascosti dietro la facciata di una riqualificazione promessa, ci sono famiglie disperate, adulte e bambini che, giorno dopo giorno, subiscono le conseguenze di una burocrazia che procede a passo di gambero. Nessun piano preciso, nessuna risposta chiara. Solo una lettera che, invece di portare certezze, ha il sapore amaro della rinuncia.
In un incontro programmato con il prefetto e gli enti coinvolti, i cittadini di Borgo Coroglio chiedono a gran voce di conoscere il loro futuro. Ma cosa aspettano a dare loro le risposte che meritano? “Siamo bloccati”, affermano. E nessuno sembra preoccuparsi del disagio che questa situazione genera, non solo economico ma anche psicologico. L’amarezza cresce tra la gente, tra chi ha investito sogni e speranze in queste case, ora mute testimoni di una storia che sembra essersi fermata.
Non possiamo nascondere il nostro sdegno. È inaccettabile che una città come Napoli, ricca di cultura e storia, venga trattata con tanta indifferenza. Molti napoletani si chiedono: perché le autorità non hanno agito prima? Perché lasciarci in preda a un’ansia devastante, quando i nostri edifici non presentano neanche segni di inquinamento, come sottolineano i residenti? La lentezza burocratica stride con la velocità con cui si organizzano eventi come l’America’s Cup, che sembrano più un’opportunità per fare bella figura, piuttosto che un reale investimento nel futuro della nostra gente.
Il Comitato di Borgo Coroglio ha preso le distanze da manifestazioni di protesta, dimostrando di avere fiducia nella riqualificazione della zona, ma merita dignità e rispetto. Non c’è riqualificazione senza un futuro chiaro e senza certezza sui propri diritti. Ricordiamo che queste persone non sono solo numeri in un progetto urbanistico freddo; sono nostri concittadini, con sogni, speranze e diritti da difendere.
La chiusura della vicenda è più che urgente: i residenti chiedono di ricevere entro febbraio 2026 un documento chiaro con le tempistiche promesse. Se le risposte non arriveranno, vogliono l’annullamento dei vincoli sui loro immobili. Quest’area di Napoli merita una riscatto maggiore di quanto qualsiasi evento sportivo possa offrire. È un grido di dolore che deve essere ascoltato.
Se Napoli è il cuore pulsante della cultura e della storia, allora è tempo che anche le voci di Borgo Coroglio vengano ascoltate. È ora di scrivere un nuovo capitolo per Bagnoli, non con parole vuote ma con atti concreti. Insieme, possiamo chiedere non solo giustizia, ma anche rispetto per la città che tanto amiamo. La discussione è aperta: chi avrà il coraggio di affrontare questa situazione?