Napoli Brucia: L’incendio della Pizzeria “Benvenuti al Sud” Segna Ancora una Volta la Nostalgia di Una Città Dimenticata
Nella notte tra l’8 e il 9 febbraio, la mia Napoli ha subito un altro colpo. Un incendio devastante ha ridotto in cenere la pizzeria “Benvenuti al Sud” a Secondigliano, un luogo che per molti di noi rappresenta molto più di un semplice ristorante. È un pezzo della nostra cultura, un rifugio di sapori e convivialità che ora giace in macerie. Tra i cittadini cresce l’amarezza, e molti napoletani si chiedono: quanto ancora dobbiamo tollerare?
Il rogo, che si è sprigionato durante le ore notturne, è stato segnalato da alcuni residenti. I vigili del fuoco, intervenuti prontamente, hanno faticato non poco a domare le fiamme che, come un mostro feroce, hanno divorato non solo la pizzeria, ma minacciato anche l’officina di un gommista vicino. L’evacuazione della palazzina sovrastante segna simbolicamente l’evacuazione di un pezzo della nostra identità. I residenti hanno assistito impotenti alla scia di fumo nero che ha avvolto il quartiere, portando con sé non solo odori di bruciato, ma anche disagi e paure.
Le prime indagini hanno escluso l’ipotesi di dolo: non ci sono tracce di liquido infiammabile, né segni di effrazione. Si parla di un tragico incidente, forse un corto circuito. Ma la domanda è: perché per noi napoletani gli incidenti sembrano sempre accadere proprio nei luoghi che amiamo di più? Tra i cittadini monta la polemica: non è un caso isolato, questo episodio rilancia la questione della sicurezza degli edifici e degli esercizi pubblici nella nostra amata città.
È difficile non provare rabbia e delusione. Non solo per i danni materiali ma per l’immagine di Napoli che continua a soffrire. Perché nei momenti di crisi, quando un’attività storica rischia di scomparire, è il cittadino onesto a pagare il prezzo più alto. I piccoli imprenditori, i lavoratori e le famiglie che hanno fatto della pizzeria il loro punto di riferimento si trovano ora senza un futuro. Molti napoletani si chiedono: chi ci proteggerà?
Ogni volta che una delle nostre attività storiche chiude o subisce gravi danni, è come se una parte della nostra anima venisse strappata via. Napoli è una città che vive di storie, di volti amici, di comunità che si stringono attorno a un tavolo. E oggi, più che mai, ne abbiamo bisogno. La narrazione negativa e stereotipata che frequentemente aleggia sulla nostra città fa male. I napoletani sono resilienti, ma non è possibile ignorare che molti di noi provano un senso di abbandono.
La risposta delle istituzioni è fondamentale: non basta una dichiarazione di circostanza. Serve un piano robusto per migliorare la sicurezza nei nostri quartieri, per sostenere chi lavora quotidianamente e investe nella propria comunità. Il degrado non è solo fisico, ma anche sociale ed economico. Davanti a incendi come questi, la reazione deve essere corale. Non possiamo permettere che la bellezza e la vivacità della nostra città vengano soffocate dalle fiamme dell’ignavia.
Oggi voglio lanciare un appello a tutti i napoletani che leggono queste righe: non lasciamo che la rassegnazione prenda il sopravvento. È il momento di fare sentire la nostra voce, di dire basta a racconti che affossano la nostra dignità. Napoli merita di essere difesa, e non solo dai suoi cittadini, ma anche dalle istituzioni. È tempo di rimboccarci le maniche e proteggere il nostro patrimonio culturale, il nostro lavoro, il nostro futuro. È ora che, uniti, rivendichiamo la dignità di una città che, nonostante tutto, continua a brillare.