Scuola Gandhi di Casoria: lezioni in prefabbricati con condizionatori grazie all’accordo della Città…

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Titolo: Napoli e il Liceo Gandhi: un futuro in prefabbricati o una scelta infelice?

In un angolo della nostra amata Napoli, là dove l’arte e la storia si fondono in un abbraccio unico, si parla di scuola e di avvenire. Ma quale avvenire ci attende? La notizia dell’ampliamento del Liceo Polispecialistico Gandhi a Casoria ha riacceso un dibattito tra i cittadini, suscitando emozioni di sdegno e amarezza. Perché, tra i napoletani, cresce la preoccupazione: stiamo davvero investendo sul futuro dei nostri figli, o stiamo dando loro un futuro di serie B?

I lavori di ampliamento del liceo, come riportato, prevedono l’uso di pre-fabbricati climatizzati per ora temporanei, in attesa della costruzione di nuove aule. “Ma è davvero una soluzione dignitosa per i nostri ragazzi?”, si chiedono molti. Dopo anni di attese, denunce e promesse, ci ritroviamo a gestire una crisi che, invece di risolversi, sembra aggravarsi. La Città Metropolitana ha annunciato spese per 2,7 milioni di euro, ma il senso di frustrazione aumenta. Aule che saranno disponibili nel 2026? E che dire dei quasi 500 studenti che nel frattempo dovranno adattarsi a spazi temporanei? Non si tratta solo di una questione di logistica, ma della dignità stessa dei nostri ragazzi.

Da sempre, Napoli è il simbolo della resilienza, ma questa situazione ci porta a riflettere su quanto sia rispettato il nostro diritto all’istruzione. In tanti provano rabbia e delusione nel vedere come la nostra città, spesso stigmatizzata da stereotipi riduttivi, venga ora tradita da chi ha il potere di scegliere. La dignità scolastica non dovrebbe essere messa in discussione, eppure sembra che i nostri giovani debbano accontentarsi di soluzioni temporanee, come se la loro formazione fosse meno importante.

Non possiamo nasconderci: mentre in altre città d’Italia si investe in strutture moderne e funzionali, noi ci troviamo a parlare di container e prefabbricati. Molti napoletani si chiedono se l’istruzione non meriti un trattamento diverso e se davvero sia accettabile che gli studenti devono affrontare una situazione così precaria. La risposta deve arrivare dalla politica e dal consenso civile: “Siamo stanchi di promesse che si dissolvono nel nulla!”.

A questo punto, l’amarezza cresce. I cittadini onesti, che ogni giorno combattono per garantire un futuro migliore ai propri figli, si vedono traditi da scelte che sembrano penalizzare la qualità dell’istruzione a Napoli. Questi interventi, che in teoria dovrebbero migliorarci, si rivelano solo un palliativo, una soluzione temporanea che non fa altro che confermare le disuguaglianze esistenti.

In conclusione, Napoli non merita di essere vista come un luogo dove si accontentano le briciole. Ha bisogno di risposte concrete, di investimenti reali per il benessere dei suoi cittadini, giovani e meno giovani. È ora di accendere il dibattito: come possiamo costruire un futuro dignitoso per i nostri ragazzi? La soluzione non è nei prefabbricati, ma nella volontà di fare di Napoli un esempio di eccellenza educativa e di rispetto per il suo patrimonio umano. È tempo di alzare la voce e di chiedere ciò che spetta alla nostra città, perché un futuro migliore è possibile, ma deve essere costruito insieme, con determinazione e passione.

Fonte

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