Intimidazione a Barra: Otto colpi di pistola esplosi in periferia di Napoli
A Barra, periferia orientale di Napoli, sabato sera poco dopo le 21, un’auto in corsa ha esploso otto colpi di pistola in un episodio interpretato come intimidazione. Non si tratta di un agguato, secondo le prime ricostruzioni fornite dagli investigatori, ma di un segnale diretto legato agli equilibri criminali locali. Nessun ferito è stato registrato.
Gli spari sono avvenuti nei pressi del Parco Villa Letizia, un’area verde del quartiere spesso abbandonata al degrado. I residenti hanno segnalato le detonazioni, allertando le forze dell’ordine. Agenti del commissariato San Giovanni-Barra sono intervenuti rapidamente in via Suor Maria della Passione Beata, dove sono stati rinvenuti e sequestrati otto bossoli.
Secondo gli investigatori, l’arma utilizzata era caricata a salve. Non sono stati segnalati danni a persone o beni, ma l’episodio ha comunque generato tensione nella comunità. Le prime verifiche della polizia hanno confermato l’assenza di telecamere di videosorveglianza nella zona, complicando le indagini.
Le forze dell’ordine, tra cui il commissariato San Giovanni-Barra, hanno avviato immediati accertamenti. Gli agenti stanno esaminando le strade adiacenti per individuare eventuali sistemi di videosorveglianza che potrebbero ricostruire il tragitto dell’auto. Al momento, non sono emerse tracce evidenti del veicolo coinvolto.
Non si esclude l’ipotesi di una “bravata” giovanile, ma gli investigatori stanno valutando anche una pista più grave: il possibile riaccendersi di tensioni tra gruppi criminali giovanili legati ai clan storici di Barra, come gli Aprea-Valda e i Cuccaro. Queste organizzazioni mantengono un’influenza sul territorio, in particolare attraverso lo spaccio di stupefacenti, nonostante gli arresti operati negli ultimi anni.
Il contesto è reso più complesso dal recente omicidio di Salvatore Borriello, 26 anni, soprannominato “‘o pirata”, avvenuto nella stessa strada a metà novembre. La polizia è ancora impegnata nella caccia ai responsabili. Secondo le ricostruzioni fornite dagli inquirenti, Borriello era un fedelissimo di Francesco Relli, nipote del capoclan Giovanni Aprea, detto “punt ‘e curtiello”. Nel 2021, Borriello era scampato a un precedente agguato in cui era stata ferita una donna estranea ai fatti, episodio che aveva portato ad arresti all’interno del gruppo Aprea.
Le indagini proseguono per chiarire i legami tra l’episodio di sabato e le dinamiche criminali del quartiere. Gli inquirenti, supportati dalla polizia, non escludono sviluppi legati a faide interne ai clan. Ulteriori dettagli emergeranno dalle verifiche in corso, come indicato dalle fonti investigative.