Napoli, un Partecipazione Soppresso: il Congresso del PD è Solo un Gioco di Correnti
Napoli, la mia bella città, è di nuovo sotto i riflettori, ma non nei termini che meriterebbe. Molti napoletani si chiedono: dove sono finiti i nostri rappresentanti? Dove è la vera voce dei cittadini? Ogni volta che seguiamo le notizie, ci troviamo di fronte a un ennesimo teatrino politico che ignora le reali esigenze della nostra comunità. Questo recente congresso del PD, teso a nominare un candidato unico, sembra più una questione di correnti interne che un reale tentativo di coinvolgere i cittadini.
Le cronache parlano di trattative su posti in assemblea, mentre la gente comune fatica ad arrivare a fine mese. La mancanza di attenzione verso le comunità che affollano i vicoli e le piazze di Napoli trasmette un messaggio chiaro: chi ci governa è lontano anni luce dalle nostre realtà quotidiane. È allarmante vedere come l’agenda politica sia dominata da giochi di potere e manovre interne, piuttosto che dalla volontà di ascoltare e risolvere i problemi reali che affrontiamo ogni giorno.
Fra i cittadini cresce l’amarezza. Quando abbiamo visto le promesse di cambiamento e innovazione trasformarsi in promesse di promesse? Chiunque percorra le strade di Napoli sa che la vicinanza al popolo è fondamentale. Eppure, in questi congressi, sembra che il dialogo con noi sia stato completamente dimenticato. Gli stessi cittadini che lavorano in silenzio per costruire una Napoli migliore vengono, ancora una volta, relegati a un ruolo di semplici spettatori.
Così sorge la domanda: chi rappresenterà davvero noi, napoletani? Le correnti interne e le manovre elettorali non ci rappresentano. Noi vogliamo voci che parlino per noi, che portino avanti le nostre battaglie. Troppe volte ci sentiamo abbandonati, come se la vera Napoli fosse quella di un immaginario distante, mentre quella viva e pulsante, fatta di passioni, lotte quotidiane e sogni, restasse nell’ombra.
In tanti provano rabbia e delusione per questo stato di cose. Vogliamo una classe dirigente che non ignori la crisi abitativa, che parli di lavoro reale, di sicurezza e cultura. Un vero sindaco dovrebbe semplicemente essere la voce di chi vive nei quartieri, di chi resiste e lotta quotidianamente per rendere Napoli un posto migliore. Ma dove sono quei leader coraggiosi, disposti a mettere da parte i giochi di potere per ascoltare le istanze del popolo?
C’è un certo cinismo che contamina la politica, e il nostro orgoglio napoletano è messo a dura prova. Napoli non è solo una cartolina, è una miriade di storie, tradizioni e culture che meritano attenzione e rispetto. Non possiamo permettere che ci si presenti come una città di stereotipi e narrazioni negative. Il nostro territorio è ricco di risorse umane e culturali, eppure, nella sala di questo congresso, i bisogni di Napoli sembrano scomparire.
La chiusura di questo dibattito politico è aperta. Invitiamo non solo i rappresentanti, ma anche i cittadini a interrogarsi: come vogliamo essere rappresentati? E quali passi vogliamo seguire per riconquistare la nostra dignità? Importante è capire che la partecipazione attiva non è solo un diritto, è un dovere. La Napoli che desideriamo non può più aspettare. È tempo di far sentire la nostra voce!