Napoli: La Politica a Bassa Voce Mentre i Cittadini Chiedono di Essere Ascoltati
Napoli, la mia amata città, è un crogiolo di emozioni, tradizioni e cultura. Ma in questo momento, quel calore che ci contraddistingue sembra affievolirsi davanti a una politica che parla a bassa voce, una politica che ignora le reali esigenze della gente comune. Tra i vicoli e le piazze, molti napoletani si chiedono: “Ma chi ci ascolta realmente?”
Negli ultimi giorni, il dibattito politico in Campania si è acceso attorno alla comunicazione tra le istituzioni locali. Da un lato, abbiamo Roberto Fico, che tenta di farsi portavoce di un’idea di politica più inclusiva, dall’altro, Manfredi, il sindaco della nostra città, che cerca di imporre la propria visione. Ma mentre i due discutono su chi debba parlare in nome della città, noi cittadini, i veri protagonisti, restiamo in silenzio, come sempre, trascurati e dimenticati.
Questa disputa sembra un’opera teatrale: i protagonisti recitano le loro parti, mentre il pubblico, noi napoletani, paga il biglietto ma non viene mai coinvolto. È una farsa che si ripete, e in tanti provano rabbia e delusione. Le promesse rimangono parole vuote, e i problemi che ci attanagliano ogni giorno – dai rifiuti abbandonati alle strade dissestate, fino alla mancanza di lavoro – non ricevono mai una risposta. È come se le questioni reali della nostra vita fossero state messe in un angolo, mentre la politica si occupa di dispute futili.
Cosa serve, allora, a questa politica che non parla ai napoletani? Cosa deve succedere affinché le voci dei cittadini non siano più soffocate? È ora di chiedere un cambiamento radicale. Non vorremmo più sentire discorsi vuoti, ma piuttosto risposte concrete ai nostri bisogni. Il fatto che i rappresentanti locali si contendano la narrazione del “buon governo” mentre la nostra realtà quotidiana affonda nella miseria e nell’imprevidibilità è inaccettabile.
Molti napoletani sono frustrati e stanchi di essere considerati mere statistiche, sempre relegati nel ruolo di spettatori. La nostra città merita di essere al centro del dibattito politico, merita di essere ascoltata. Le voci di chi vive giorno per giorno le sfide di Napoli non possono più essere ignorate.
Ed ecco che, tra le centinaia di eventi quotidiani che si intrecciano nelle vite di ognuno di noi, cresce un desiderio di partecipazione. C’è un bisogno palpabile di essere parte attiva di un processo decisionale che ci riguarda da vicino. Non possiamo più permettere che i nostri rappresentanti si parlino addosso, ignorando i bisogni di una popolazione che chiede solo il diritto di vivere dignitosamente nella propria città.
In conclusione, cari lettori e concittadini, è tempo di riappropriarsi della nostra voce. Dobbiamo continuare a fare pressioni, a chiedere che chi ci guida si assuma le proprie responsabilità. Napoli ha bisogno di una politica che ascolti, che integri e che risponda alle necessità della sua gente. È questo l’inizio della riscoperta della nostra identità. Perché Napoli non è solo una geografia, ma un’anima collettiva. Siamo noi, e non dimentichiamolo.