Uomo assolto dall’accusa di truffa per evasione pedaggi autostradali
Un 35enne di origine moldava è stato assolto dal tribunale di Pesaro dall’accusa di truffa aggravata. L’uomo è stato processato per aver viaggiato sulle autostrade italiane per mesi senza pagare i pedaggi, accumulando un debito stimato in migliaia di euro. I fatti risalgono a segnalazioni diffuse in diverse regioni d’Italia, con un focus su transiti irregolari avvenuti nel 2023.
La vicenda ha iniziato a emergere quando le autorità autostradali hanno notato anomalie nei sistemi di pedaggio. Secondo quanto ricostruito durante il processo, l’uomo ha utilizzato una tecnica nota come “tailgating” per evitare i pagamenti. Questa metodo prevede di seguire da vicino un veicolo con dispositivo Telepass, passando sotto la sbarra prima che si chiuda e così eludendo il rilevamento.
In un mese specifico, gli inquirenti hanno contestato all’imputato 18 transiti non registrati, per un valore superiore a mille euro. In totale, i mancati pagamenti a suo carico sono stati stimati in circa 14mila euro, basati su segnalazioni da varie tratte autostradali. Le indagini iniziali sono state condotte dalle società di gestione autostradale, coadiuvate dalle forze dell’ordine.
Il giudice ha motivato l’assoluzione sottolineando l’assenza di elementi sufficienti per configurare il reato di truffa aggravata. Secondo la decisione emersa in aula, il comportamento non ha coinvolto artifici diretti a ingannare il sistema in modo fraudolento. Tuttavia, il fatto rimane sanzionabile sotto altri aspetti, come violazioni amministrative.
La notizia ha suscitato discussioni tra gli utenti dei social media e gli automobilisti regolari. Molti si sono interrogati sulla vulnerabilità dei sistemi di pedaggio, citando esempi di costi crescenti per gli utenti onesti. Fonti online, tra cui commenti di automobilisti, hanno evidenziato la frustrazione per casi simili, sebbene non ci siano dati ufficiali su reazioni formali.
Tale tecnica, il tailgating, non è nuova e può rappresentare un rischio per la sicurezza stradale. Esperti del settore, come riportato da fonti legate alle autostrade italiane, hanno ribadito che pratiche del genere aumentano il pericolo di incidenti nelle aree di pedaggio. Nonostante gli investimenti in tecnologie avanzate, episodi come questo indicano potenziali lacune nei controlli.
Al di là del singolo caso, la assoluzione solleva interrogativi sul funzionamento dei sistemi di riscossione. Negli ultimi anni, le autostrade hanno implementato miglioramenti nei dispositivi di rilevamento, ma fatti come questo suggeriscono che non tutti i rischi sono eliminati. Secondo una prima ricostruzione delle autorità competenti, potrebbero essere necessarie revisioni per rafforzare le misure preventive.
Le indagini sul caso si sono concluse con l’assoluzione, ma non escludono possibili azioni amministrative o civili per il recupero dei pedaggi. In prospettiva, fonti del settore indicano che miglioramenti ai sistemi di controllo potrebbero essere tra gli sviluppi futuri, per garantire maggiore equità e sicurezza sulle autostrade italiane.