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Arzano, polizia ferma due giovani con pistola pronta per omicidio Coppola Arzano, polizia ferma due giovani con pistola pronta per omicidio Coppola

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Arzano, polizia ferma due giovani con pistola pronta per omicidio Coppola

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Arzano, arrestati due giovani con pistola carica dopo omicidio Coppola

In via Alberto Barone ad Arzano, nel napoletano, i Carabinieri della Tenenza locale e della Compagnia di Casoria hanno arrestato due giovani trovati in possesso di un’arma clandestina pronta all’uso, a pochi giorni dall’omicidio di Rosario Coppola.

I fatti si sono verificati durante un servizio di controllo straordinario, come riportato dai militari. I Carabinieri hanno notato due ragazzi accanto a uno scooter mentre pattugliavano la zona.

Alla vista delle forze dell’ordine, uno dei due, il 22enne Andrea Olivello di Napoli, già noto alle autorità, ha tentato di fuggire a piedi. Il 23enne Gennaro Salvati, incensurato e residente in zona, è rimasto sul posto.

Durante l’inseguimento, Olivello è inciampato, perdendo una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa. Secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, l’arma era carica e con il cane armato, indicando una potenziale immediatezza di utilizzo.

I militari hanno sequestrato l’arma e bloccato entrambi i giovani, trasferendoli in carcere con le accuse di detenzione illegale di arma da fuoco e ricettazione, come disposto dalla Procura competente.

Il luogo dell’arresto non è casuale. Via Alberto Barone è lo stesso scenario dove, pochi giorni prima, si era verificato l’omicidio di Rosario Coppola, un episodio che ha intensificato la presenza delle forze dell’ordine nel territorio.

Gli investigatori stanno ora approfondendo le connessioni tra i due eventi. La pistola sequestrata sarà sottoposta a esami balistici per verificare eventuali collegamenti con fatti di sangue recenti nell’hinterland napoletano, come indicato dalle fonti investigative.

Parallelamente, gli esperti analizzeranno i cellulari dei due arrestati, esaminando chat, messaggi e tabulati per ricostruire una eventuale rete di contatti. L’obiettivo è stabilire se i giovani fossero legati a clan locali, in un contesto di possibili riarmo o tensioni camorristiche.

Le indagini, coordinate dalla Procura, procedono senza sosta. Al momento, non sono emersi ulteriori dettagli, ma gli sviluppi potrebbero coinvolgere ulteriori perquisizioni o interrogatori di testimoni.

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