Raid armato a Napoli: Video di sorveglianza documenta un episodio di violenza in piazza Carolina
A Napoli, in piazza Carolina, tra l’11 e il 12 dicembre, un gruppo di sette giovani ha scatenato il panico con un raid armato su scooter, come registrato dalle telecamere di videosorveglianza. Secondo la ricostruzione della Procura di Napoli e della Squadra Mobile, l’episodio non ha causato feriti, ma ha coinvolto passanti in fuga e colpi d’arma sparati in un’area frequentata dalla movida.
Le immagini del video, depositate agli atti dell’inchiesta, mostrano scooter attraversare rapidamente la piazza, situata vicino al Palazzo della Prefettura e a pochi metri da piazza del Plebiscito. I passanti, secondo quanto emerge dalle registrazioni, si sono rifugiati in portoni e dietro veicoli in sosta per evitare il pericolo. In una sequenza chiave, un giovane è sceso dal suo mezzo armato di due pistole, puntandole contro un’auto e uno scooter in arrivo.
Nonostante il gesto intimidatorio, i proiettili sono stati esplosi solo in un secondo momento, diretti verso obiettivi non specificati e senza colpire persone, come confermato dalle indagini della Squadra Mobile. Le autorità ritengono che l’azione fosse parte di una faida tra gruppi rivali, basata su testimonianze e prove video.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, tra i protagonisti c’era Vincenzo Giovanni Percich, noto come “Johnny”, 19 anni. Egli è figlio di Salvatore Percich, attualmente detenuto per omicidio. Il padre è in carcere da oltre un anno, insieme a un altro figlio minorenne, per l’uccisione di Umberto Catanzaro, un calciatore dilettante di 22 anni, deceduto in seguito a un agguato nel 2025, come riportato dagli atti processuali.
L’episodio di piazza Carolina si inserisce in un contesto di tensioni tra gruppi giovanili nei Quartieri Spagnoli e nel Pallonetto di Santa Lucia. Secondo fonti investigative, come la Procura e i Carabinieri, la faida riguarda il controllo del territorio, inclusi aspetti legati allo spaccio. I sette indagati, di cui quattro minorenni, sono stati posti in custodia cautelare da metà gennaio, in base a provvedimenti emessi dalla magistratura.
Le prove video, allegate al fascicolo dalla Squadra Mobile, rafforzano le accuse contro i sospettati, fornendo elementi visivi che corroborano le testimonianze raccolte. Gli inquirenti continuano a esaminare il materiale per chiarire eventuali legami con altri episodi di violenza.
Al momento, le indagini sono in corso, con la Procura di Napoli che valuta ulteriori sviluppi per comprendere l’intera rete di responsabilità. Non sono stati resi noti dettagli su potenziali nuovi arresti o collegamenti.