Napoli in Cammino: I Cittadini si Uniscono per Difendere la Nostra Identità

Napoli e il Rione Conocal: un’ombra che ci penalizza

Essere napoletano è una questione di identità, di orgoglio e di passione. Ma oggi, come tanti cittadini, avverto una profonda amarezza. La mia città, la nostra Napoli, è di nuovo sotto i riflettori, ma non per i motivi giusti. I riflettori si accendono sul Rione Conocal di Ponticelli: un luogo che, purtroppo, viene spesso associato solo alla malavita, trascurando le sue bellezze e le sue storie. Molti di noi si chiedono: perché? Perché la nostra Napoli viene spesso ridotta a una semplice cartolina stereotipata di degrado e violenza?

Recentemente, un articolo ha messo in evidenza la scelta da parte di alcune produzioni televisive di ambientare nuove fiction sulla camorra proprio nel Rione Conocal. La narrazione proposta tende a mettere in risalto un’immagine distorta della realtà, minando i veri sforzi dei cittadini onesti che vivono e lavorano in quei luoghi. L’idea che il rione possa essere visto solo come uno sfondo per storie di malaffare fa male, e non solo perché è ingeneroso nei confronti della gente che ci vive, ma perché alimenta un pregiudizio che pare incancrenirsi nel tempo.

Tra i cittadini cresce l’amarezza per queste scelte. In tanti provano rabbia e delusione nel vedere come la loro quotidianità venga ignorata. Il Rione Conocal è un microcosmo ricco di esperienze, di tradizioni, di resilienza. Le famiglie che vi abitano sono le prime a desiderare un riscatto, a battersi per fare di quel luogo non solo un simbolo di sfida, ma anche di speranza e bellezza. Eppure, ogni eccesso televisivo, ogni racconto sensazionalistico è un ulteriore schiaffo a chi ogni giorno cerca di costruire un futuro per le proprie generazioni, lontano dalle ombre del crimine.

Non possiamo ignorare i problemi reali, certo. La camorra è una piaga inaccettabile, ma non possiamo neppure lasciare che la narrativa prevalente ci riduca a semplici toni di colore per spettacoli ben confezionati. I napoletani meritano di essere visti sotto una luce diversa: immaginiamo di raccontare storie di gente che si ingegna per migliorare la propria vita, che resiste e si oppone a logiche di violenza, non di perpetuarle.

Questa narrazione ci priva di una parte fondamentale della nostra identità. È un’offesa alla cultura, all’arte, alla musica, alla gastronomia che rendono Napoli una delle città più straordinarie d’Italia e del mondo. Le strade del Conocal, come quelle di tanti altri rioni, sono piene di vita e di passione. Ci sono giovani talentuosi, artisti, imprenditori che provano a fare la differenza in un contesto difficile. Ma sembra che nessuno voglia sentire la loro voce.

Chiudere gli occhi di fronte a questa realtà non è una soluzione. Dobbiamo alzare la nostra voce, farci ascoltare. È tempo che i napoletani si facciano sentire e si riprendano la narrazione della propria città. La gente di Napoli è di gran lunga più di qualsiasi fiction. Siamo città, siamo cultura, siamo vita.

In un momento in cui il dibattito su Napoli sembra sempre incline a un dibattito monodimensionale, è fondamentale ribadire che la nostra comunità è composta da individui che vogliono liberarsi da questi strati di negatività. Insieme, possiamo spezzare il ciclo di pregiudizi e l’immagine distorta che ci viene cucita addosso. Usiamo i nostri racconti, le nostre esperienze per costruire un’immagine più vera e viva della nostra amata Napoli. Perché noi, napoletani, non siamo soltanto una scenografia per storie di malavita: siamo il cuore pulsante di una città che non smette mai di sorprendere.

Fonte

Napoli in crisi: cittadini uniti per difendere l’orgoglio e il futuro della città!