Napoli Ritrova la Fede, ma Perde la Visibilità: Un’Occasione Sprecata
Non possiamo negarlo: Napoli è una città di passione, di fede e di tradizioni secolari. Ogni angolo delle nostre strade racconta la storia di una comunità orgogliosa delle proprie radici. Eppure, assistiamo impotenti a una verità che fa male: spesso la nostra Napoli viene trascurata, relegata in secondo piano, mentre eventi che meritano la nostra attenzione scorrono via come acqua tra le dita.
In questi giorni, la peregrinatio di San Carlo Acutis, un evento che avrebbe dovuto accendere l’orgoglio di ogni napoletano, sembra sfuggire al radar della nostra città. Le reliquie del giovane santo, simbolo di fede e modernità, dovrebbero illuminarci e unirci, invece, restano una notizia marginale, quasi assente dai discorsi pubblici e dai mezzi di comunicazione. In un periodo in cui la speranza sembra affievolirsi, molti napoletani si chiedono come sia possibile che una tale celebrazione non venga sufficientemente valorizzata.
Il fatto che un giovane santo, la cui vita e opere sono un faro per tanti, venga trascurato è di per sé scandaloso. Tra i cittadini cresce l’amarezza nel vedere Napoli, la città dei santi e dei miracoli, dare meno importanza a eventi che un tempo avremmo accolto con clamore. In tanti provano rabbia e delusione pensando che eventi religiosi che coinvolgono la comunità dovrebbero essere un’opportunità per rinsaldare l’identità napoletana, per mostrare al mondo la bellezza di una città che, alla fine, non ha bisogno di presentazioni.
Cosa ci è successo? Ci siamo lasciati sopraffare dall’indifferenza, dal disinteresse? La città merita di essere in prima linea, non solo come sfondo per eventi che avvengono altrove, ma come protagonista assoluta. È qui, tra i vicoli di Napoli, che troviamo la vera essenza della nostra cultura, quella che unisce la fede con la vita quotidiana. E se non diamo spazio a queste esperienze, stiamo semplicemente rinunciando a una parte fondamentale di noi stessi.
In un mondo in cui il rumore dei problemi quotidiani sembra soffocare le belle notizie, ci ricorda quanto sia importante far sentire la nostra voce. Napoli è viva, eppure molti di noi sentono di non avere diritto di parola quando si tratta di mettere in luce le nostre tradizioni. Siamo stanchi di sentire parlare di Napoli solo in termini negativi. Tra i cittadini cresce la voglia di ricordare che, accanto alle difficoltà, ci sono anche momenti di grande gioia e partecipazione.
Ecco che allora la peregrinatio di San Carlo Acutis diventa una metafora della nostra lotta per il riconoscimento, un’occasione per noi napoletani di dimostrare che nonostante tutto, non abbiamo intenzione di rimanere in silenzio. Questo evento ha il potere di unirci, di rimettere in discussione l’immagine che il mondo ha di noi. Dobbiamo far capire che Napoli non è solo il teatro di problematiche sociali, ma anche un crocevia di spiritualità e bellezza.
La risposta a questa indifferenza non può essere l’amarezza, ma una reazione collettiva. Vogliamo una Napoli che si rialzi, che torni a far brillare la sua luce. Non possiamo permettere che le occasioni di celebrare le nostre tradizioni passino inosservate. È ora di alzare la voce, di far sentire il nostro orgoglio e di portare Napoli al centro del dibattito.
Con la peregrinatio di San Carlo, non celebriamo solo un santo, ma la nostra comunità, la nostra identità. Riteniamo che sia cruciale tornare a far brillare la bellezza di Napoli, anche attraverso questi eventi. E, in ultima analisi, chiederemo sempre di più: non solo di migliorare la nostra immagine, ma di darle il giusto valore. Le reliquie di San Carlo sono in viaggio, ma anche Napoli, con la sua passione e la sua storia, deve muoversi verso un futuro migliore.