La Scuola del Lotto 0 di Ponticelli: una vergogna che offende Napoli
Camminare tra le strade di Napoli è un atto d’amore, un viaggio nei ricordi e nelle speranze di una città che, nonostante tutto, continua a lottare e a brillare. Ma oggi, tra le curve di un quartiere come Ponticelli, il cuore si stringe e l’amarezza si fa palpabile di fronte a quello che possiamo definire un vero e proprio abbandono: la Scuola del Lotto 0, da poco ristrutturata, che cade a pezzi.
Non è solo una questione di mattoni e cemento; si tratta di dignità, rispetto per il futuro dei nostri bambini, e il riflesso di una società che pare aver dimenticato il proprio compito nella cura del bene comune. Molti napoletani si chiedono come sia possibile che una struttura, da poco restituita alla comunità, possa trovarsi già in queste condizioni. Il cortile transennato, le buche chiuse con teli, un aspetto fatiscente che stride con i sogni di tanti genitori e ragazzi. Questo non è il messaggio che vogliamo trasmettere ai nostri figli.
Recentemente, un articolo ha messo in luce lo stato di degrado della scuola, raccontando come l’ennesima promessa di un’educazione di qualità stia già svanendo nel nulla. La ristrutturazione, che doveva rappresentare un nuovo inizio, si è trasformata in una messa in scena che lascia spazio solo a delusioni. Tra i cittadini cresce la rabbia: chi paga il conto di questa trascuratezza? Non certo le istituzioni, ma noi, il popolo di Napoli, che ci troviamo a raccogliere i cocci.
Il malcontento è palpabile nei discorsi nei bar, nei mercati, tra i genitori che si ritrovano a dover spiegare ai propri figli il perché di un’infrastruttura che doveva essere un faro di speranza. “Siamo stufi di essere considerati cittadini di serie B”, dicono in molti, “perché i nostri bambini meritano scuole che non siano solo scatole vuote ma luoghi accoglienti e sicuri.”
Ma la narrazione intorno a Napoli è sempre la stessa: siamo dipinti come una città di caos e malavita, come se la nostra essenza si riducesse a questo. Invece, la vera storia è quella di un’infinità di napoletani che ogni giorno lottano per un futuro migliore. Il danno all’immagine della città è incalcolabile: siamo noi i primi a pagare il prezzo di questi abbandoni. È ora di mettere fine a questa spirale di omissioni e ingiustizie.
A chi spetta la responsabilità? Alle autorità competenti, certo, ma anche a noi cittadini, che non possiamo rimanere in silenzio. Ogni voce conta. La scuola non è solo un edificio, è un simbolo del nostro impegno verso le generazioni future. È il momento di alzare la voce, di rivolgerci tutti insieme a chi deve ascoltare, affinché si assuma le proprie responsabilità e non lasci più i nostri ragazzi nel degrado.
La sfida che ci aspetta è grande, ma la nostra determinazione è ancora più forte. Dobbiamo far sentire il nostro grido di indignazione e dare vita a un dibattito serio sulla tutela dei diritti dei cittadini. Napoli non merita di essere trascurata e penalizzata. Noi, napoletani orgogliosi e combattivi, abbiamo il potere di riscrivere la nostra storia. È tempo di far sentire la nostra voce, di rivendicare ciò che ci spetta: un futuro luminoso e dignitoso, in cui ogni bambino di Napoli possa sentirsi al sicuro e ben accolto nella propria scuola.