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Agerola, arrestato 37enne per truffa da 15mila euro a due anziane Agerola, arrestato 37enne per truffa da 15mila euro a due anziane

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Agerola, arrestato 37enne per truffa da 15mila euro a due anziane

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Arrestato a Agerola un 37enne per truffa aggravata contro anziane

I Carabinieri hanno arrestato un uomo di 37 anni, originario di Venosa in provincia di Potenza, con l’accusa di truffa aggravata in concorso. L’operazione è avvenuta nella nottata di sabato 31 gennaio 2026 a Agerola, in provincia di Napoli, su ordine del Gip del Tribunale di Torre Annunziata, coordinato dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

Secondo una prima ricostruzione fornita dai Carabinieri della Compagnia di Pescara e della Stazione di Pianillo di Agerola, l’indagato ha preso di mira due anziane donne del luogo. Il truffatore, collaborando con un complice non ancora identificato, ha utilizzato una tecnica collaudata per generare paura.

La truffa è iniziata con una telefonata allarmistica. Il sedicente parente in difficoltà legale chiedeva denaro urgente per evitare arresti o conseguenze giudiziarie. Le vittime, in preda al panico, hanno acconsentito alle richieste.

Il 37enne si è poi presentato alle abitazioni delle donne, fingendosi l’incaricato per la riscossione. In questo modo, ha prelevato 15.000 euro in contanti e diversi monili d’oro, sottraendo beni di valore sentimentale e economico.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, hanno permesso di ricostruire i fatti grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati nella zona. I militari hanno identificato l’indagato attraverso questi elementi, come confermato dalle stesse fonti investigative.

Un’ulteriore prova è emersa da una perquisizione domiciliare, che ha fornito riscontri oggettivi. Le vittime hanno formalmente riconosciuto il 37enne come l’uomo che si è recato a casa loro, rafforzando il quadro probatorio.

Inizialmente, il Gip aveva disposto gli arresti domiciliari con l’obbligo di braccialetto elettronico. Tuttavia, durante le formalità, l’indagato non ha indicato un domicilio idoneo e ha rifiutato il dispositivo di controllo.

Di conseguenza, come previsto dal codice di procedura penale, è scattato il trasferimento in carcere. L’uomo è ora detenuto nella casa circondariale competente, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

Le indagini continuano per identificare il complice telefonista. La Procura di Torre Annunziata non ha fornito ulteriori dettagli al momento, ma gli sviluppi potrebbero emergere dalle prossime udienze.

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