#UnaTragediaInenarrabile: Arrestati gli zii della piccola Alessandra, morta dopo mesi di maltrattamenti a Tufino
Un allerta che nessuno avrebbe voluto sentire
È una storia di profonda indifferenza e violenza quella che emerge da Tufino, un paesino in provincia di Napoli, dove i Carabinieri della Compagnia di Nola sono stati chiamati a intervenire in un caso di omicidio aggravato. Il 14 dicembre 2024, una bimba di soli quattro anni, Alessandra, ha tragicamente perso la vita, all’interno della casa degli zii che erano stati a lei affidati. Gli zii, un cugino di primo grado del padre e sua moglie, sono stati arrestati con l’accusa di omicidio aggravato.
Il momento del decesso: il medico si accorge dell’orrore
La notizia della morte di Alessandra ha innescato un’immediata risposta investigativa. Il medico intervenuto in un primo momento si è trovato di fronte a un corpo in condizioni strazianti, impossibili da attribuire a una morte naturale. L’allerta lanciata dal professionista ha segnato l’inizio di un’indagine su quello che appariva un oscuro quadro di maltrattamenti.
Un indagine meticolosa
Già da subito, la Procura di Nola ha avviato una serie di indagini complesse, commissionando ai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Nola, assistiti dalla Stazione di Tufino, un’indagine approfondita. Supporto fondamentale è giunto da esperti della Sezione Rilievi del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e dai colleghi del Reparto Investigazioni Scientifiche di Roma.
Un fascicolo ricco di prove
Per dare sostanza alle accuse, l’inchiesta si è avvalsa di una serie di consulenze tecniche e prove scientifiche. Non sono mancati esami autoptici e rilevamenti sui reperti, tutti tasselli che hanno contribuito a ricostruire i tragici eventi del passato.
Ricostruire il quadro: dall’affido alla tragedia
La storia di Alessandra inizia nell’estate del 2024, quando viene affidata a questa coppia, dopo che i suoi genitori naturali si trovano in difficoltà. Ma, durante quel periodo di affido, si sono manifestate gravi condotte che hanno minato la sua sicurezza e salute.
Maltrattamenti e trascuratezza: una spirale di violenza
L’indagine ha rivelato non solo la gravità della trascuratezza, ma anche il ricorso a violenze fisiche. Le prove raccolte suggeriscono un quadro di costante maltrattamento e sistematica negligenza, conosciuta anche come “child neglect”.
Una vita spezzata: le conseguenze della violenza
La combinazione di malnutrizione e violenza ha portato Alessandra a una condizione descritta dagli specialisti come “cachettica”, con segni evidenti di grave degrado fisico. Gravi ustioni, piaghe da decubito e anche una frattura hanno contribuito a un deterioramento della sua salute, culminato in una grave patologia polmonare che le è stata fatale.
Un quadro accusatorio devastante
Considerando gli elementi raccolti, la Procura ora è convinta della colpevolezza degli indagati, che devono rispondere di omicidio aggravato nei confronti della minore, che avrebbero dovuto proteggere. Questo caso scuote profondamente l’anima di chiunque sia a conoscenza della vicenda, riflettendo sull’inefficienza del sistema di protezione e sulle vite spezzate che non avrebbero mai dovuto subire un simile destino.
Resta da chiedersi come possa una comunità voltarsi dall’altra parte di fronte a tali atrocità e quali misure possano essere adottate per evitare futuri orrori simili.