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Emergenza carceraria a Napoli: le strutture sono oltre il limite di capacità

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Emergenza carceraria a Napoli: le strutture sono oltre il limite di capacità

Stiamo ignorando il grido d’allerta delle carceri di Napoli: oltre 6.900 detenuti in una situazione insostenibile. #Giustizia #Sovraffollamento

Napoli si trova di fronte a una delle sfide più gravi nel campo della giustizia: le carceri del distretto giudiziario sono in stato di emergenza, con numeri che raccontano una realtà ben lontana dalla dignità.

In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, è la presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli, a lanciare un chiaro allarme. “La situazione è strutturalmente critica” – afferma – e le parole di una figura di tale rilievo risuonano forti e chiare.

Attualmente, nel distretto della Corte d’Appello, si contano ben 6.909 individui sottoposti a misure detentive. Di questi, 5.127 sono rinchiusi in istituti penitenziari, mentre 30 si trovano nelle Rems e 52 nelle Case di Lavoro. Questi numeri spingono a una riflessione profonda sulla capacità del sistema penitenziario di garantire condizioni di vita dignitose ai detenuti.

Poggioreale: un sovraffollamento allarmante

Al centro di questa crisi, emerge la situazione del carcere “Giuseppe Salvia” di Poggioreale. Con 2.155 detenuti a fronte di una capienza di 1.611 posti, la percentuale di sovraffollamento supera il 74%. Questo dato è tra i più critici dell’intero distretto e solleva interrogativi inquietanti sulle condizioni di vita all’interno delle mura carcerarie.

Le difficoltà non si fermano a Poggioreale; altri istituti, come il carcere “Pasquale Mandato” di Secondigliano e la casa circondariale “Francesco Uccella” di Santa Maria Capua Vetere, sono anch’essi al centro di segnalazioni per criticità strutturali e gestionali. Il grido d’allerta è sempre più evidente.

Verso un cambiamento: reinserimento sociale e lavoro

Nell’ambito di queste sfide, la presidente Covelli non manca di indicare una via d’uscita. Affrontare il sovraffollamento implica un cambiamento di mentalità, ponendo al centro il reinserimento sociale dei detenuti. “Il lavoro e la formazione professionale devono diventare priorità” – sottolinea, evidenziando l’importanza di un percorso concreto verso il reintegro.

In questo contesto, le direzioni degli istituti hanno attivato collaborazioni con aziende, portando a 114 assunzioni di detenuti per attività lavorative esterne. Inoltre, protocolli d’intesa con le carceri di Poggioreale e Secondigliano hanno coinvolto i reclusi in attività di riordino della documentazione giudiziaria. Un passo importante verso la responsabilizzazione.

Formazione e prevenzione della recidiva

“Progetti in corso valorizzano la formazione e il lavoro come strumenti di inclusione concreta e prevenzione della recidiva” – afferma Covelli. Un’affermazione che evidenzia la necessità di politiche attive per affrontare l’emergenza carceraria, una questione che continua a pesare sul sistema penitenziario di Napoli.

È chiaro che la strada da percorrere è lunga e complessa, ma solo unendo sforzi e volontà sarà possibile accettare la sfida di una giustizia più equa e umana.

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