Ven. Gen 30th, 2026

Ultras tentano irruzione al Comune di Sorrento per campo sportivo chiuso da tre anni

Ultras tentano irruzione al Comune di Sorrento per campo sportivo chiuso da tre anni

Tensione a Sorrento: quando la passione per il calcio sfocia in proteste accese per un campo sportivo dimenticato da tre anni #Sorrento #Calcio #Protesta

Immaginate una mattina qualunque nella pittoresca Sorrento, dove il sole illumina le strade affollate e l’aria è carica di storie antiche, ma oggi qualcosa rompe la routine. Un gruppo di appassionati tifosi del Sorrento Calcio, avvolti in sciarpe rossonere e cappelli che nascondono parzialmente i volti, si è riunito davanti al Municipio, trasformando quel luogo simbolico in un palcoscenico di frustrazione palpabile. Erano circa una decina, e per quindici minuti tesi hanno spinto contro il portone, calciando e gridando la loro rabbia, con slogan come “Dateci il campo sportivo!”, un grido che riecheggia l’impazienza di una comunità stanca di promesse non mantenute.

Questa non è solo una protesta, ma il culmine di una lunga attesa che ha privato i tifosi di ciò che amano di più: il loro stadio Italia, chiuso dal 2023 a causa di lavori di rifacimento mai giunti a termine. La scintilla è scoppiata recentemente, quando una ditta legata alla società calcistica è stata esclusa per non aver rispettato le norme di sicurezza, lasciando spazio a nuove incertezze e rimandando ancora una volta la riapertura. Immaginate il disorientamento di questi sostenitori, costretti a seguire la squadra in trasferta, affrontando disagi logistici ed economici che pesano su tutta la comunità, come se un pezzo del cuore di Sorrento fosse stato messo in stand-by.

Le forze dell’ordine, allertate dal custode, sono intervenute con calma, identificando i presenti senza ricorrere a misure drastiche, e alla fine il vice commissario prefettizio ha accolto una delegazione per rassicurazioni che, però, suonano come eco di parole già sentite. Non è la prima volta che accade: un mese fa, una manifestazione pacifica aveva già espresso gli stessi malumori, ma oggi l’atmosfera era più elettrica, alimentata da un contesto più ampio di indagini giudiziarie. L’appalto per lo stadio, infatti, è finito sotto i riflettori della Procura di Torre Annunziata per presunte irregolarità, con figure come l’ex sindaco tra gli imputati, un’ombra che amplifica il senso di ingiustizia tra la gente del posto.

Questa vicenda racconta una storia comune in tante comunità come quella della Penisola sorrentina, dove la passione per il calcio si scontra con ritardi burocratici che sembrano interminabili, lasciando i tifosi a chiedersi quanto ancora debbano aspettare per tornare alle proprie radici. È un richiamo gentile a riflettere su come queste battaglie locali tocchino il tessuto della vita quotidiana, ricordandoci che dietro ogni slogan c’è una comunità che merita di più.

Fonte

Related Post