In una Napoli segnata da pandemia e crisi, una voce si alza per un fisco più clemente: #RottamazioneQuinquies per alleggerire debiti e ridare fiato a cittadini e imprese. #NapoliResiliente
Immaginate le strade affollate di Napoli, dove famiglie e piccole attività hanno lottato per sopravvivere tra lockdown improvvisi e bollette che salivano senza pietà. È in questo scenario quotidiano, fatto di resilienza e incertezze, che una proposta semplice ma incisiva sta guadagnando terreno: permettere a tutti di chiudere i conti con il fisco locale, senza il fardello di interessi e sanzioni accumulate durante gli anni più duri, dal 2020 al 2023.
La consigliera comunale Bianca Maria D’Angelo, voce del gruppo Insieme per Napoli – Lega, ha presentato un ordine del giorno che invita il Comune a unirsi alla rottamazione-quinquies, una misura nazionale introdotta dalla Legge di Bilancio 2026. Si tratta di un’opportunità per sanare debiti legati a tributi come IMU, TARI e Canone Unico, quei pagamenti che, per tanti, sono diventati un peso insostenibile di fronte a crisi energetiche e rincari generalizzati. È una chiamata al buonsenso, perché, come spesso accade, le regole fiscali devono adattarsi alla realtà delle persone.
«Il Governo ha recepito le difficoltà reali del Paese — afferma D’Angelo — ora tocca all’amministrazione cittadina fare la propria parte. Chiedo al sindaco e a tutte le forze politiche, oltre gli schieramenti, di votare questo atto per il bene dei napoletani». Queste parole riecheggiano l’urgenza di un’equità che va oltre i dibattiti politici, ricordandoci come una misura del genere non sia solo un aiuto, ma un passo necessario per ricostruire fiducia.
D’Angelo non si ferma qui, puntando il dito sulle attuali modalità di riscossione, che spesso sembrano più punitive che protettive. «L’adesione alla definizione agevolata — sostiene — non è solo una scelta di equità, ma anche di responsabilità amministrativa. Permette di recuperare entrate certe, alleggerisce il carico dei contenziosi e ferma le procedure esecutive che stanno schiacciando molti cittadini». È un invito a riflettere: in un’epoca in cui ogni euro conta, bloccare pignoramenti e fermi amministrativi potrebbe significare la differenza tra una famiglia che affoga e una che riemerge.
Il documento spinge per un’azione rapida, con regolamenti da approvare in fretta e una sospensione immediata delle misure coercitive sui debiti interessati. «È fondamentale agire subito — conclude D’Angelo — per non lasciare i contribuenti napoletani indietro rispetto al resto d’Italia». Questa urgenza ci fa pensare a quanto il destino di una città dipenda da scelte locali che rispecchiano le sfide globali.
Mentre Napoli guarda al futuro, questa proposta ricorda che ogni comunità merita un’opportunità per rialzarsi, bilanciando le esigenze del fisco con il benessere di chi la abita.