Mar. Gen 27th, 2026

Indagati per corruzione: il consigliere Zannini e l’ex assessore Esposito nel caso di voto di scambio

Indagati per corruzione: il consigliere Zannini e l’ex assessore Esposito nel caso di voto di scambio

Scandalo corruzione in Campania: un consigliere regionale al centro di un nuovo voto di scambio, con ombre su promesse elettorali. #PoliticaItaliana #Anticorruzione

Immaginate una campagna elettorale in Campania, dove alleanze e favori si intrecciano come fili invisibili, e ora quei fili si stanno spezzando sotto il peso delle indagini. È proprio ciò che sta accadendo al consigliere regionale Giovanni Zannini di Forza Italia, un volto noto della politica locale, coinvolto in quella che sembra un’ennesima storia di corruzione e voto di scambio.

La vicenda porta dritto alla Procura di Santa Maria Capua Vetere, dove i magistrati hanno notificato un invito a comparire sia a Zannini che a Biagio Esposito, ex assessore e consigliere comunale di Caserta. Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dal procuratore Pierpaolo Bruni e dai pm Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, l’accusa ruota attorno a un patto illecito siglato prima delle elezioni regionali di novembre 2025. Zannini, che ha conquistato la rielezione con oltre 20.000 preferenze, avrebbe promesso in cambio di sostegno elettorale l’assunzione del nipote di Esposito, Angelo Pasquariello, in una società collegata a enti locali sotto la sua influenza.

Non si tratta solo di parole al vento: le prove raccolte suggeriscono che Esposito abbia iniziato a lavorare per Zannini già a settembre 2025, radunando voti e confermando il suo ruolo come “grande elettore” nelle passate campagne. È un quadro che fa riflettere su quanto le promesse personali possano inquinare il processo democratico, erodendo la fiducia dei cittadini verso chi dovrebbe rappresentarli.

Ma questa non è una novità per Zannini; è infatti la terza indagine a suo carico presso la stessa procura. Già pende una richiesta di arresto per reati gravi come corruzione, concussione e truffa aggravata, mentre di recente il suo nome è riaffiorato in un altro filone legato alle elezioni comunali di Castel Volturno nel giugno 2024. Ogni nuovo sviluppo getta un’ombra più lunga sulla politica regionale, evidenziando pratiche clientelari che toccano da vicino le comunità locali, dove il lavoro e i favori diventano monete di scambio.

Mentre Zannini e Esposito si preparano a confrontarsi con i magistrati, ci si chiede se queste indagini possano davvero scuotere le basi di un sistema che, per troppi, sembra radicato nel territorio. È un richiamo a riflettere sull’integrità della rappresentanza politica in Campania, dove ogni cittadino merita di più di semplici promesse.

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