A Scampia, le risate dei bambini sfidano il degrado: un quartiere si ribella per un futuro migliore #Scampia #PotereDeiBambini #Napoli
Immaginate un quartiere dove le voci più innocenti diventano il motore del cambiamento, riecheggiando tra palazzi grigi e sogni interrotti. A Scampia, nel cuore del Lotto G, un gruppo di bambini ha trasformato le proprie frustrazioni in un appello potente, dimostrando come la tenacia dei più piccoli possa illuminare angoli dimenticati dalla società.
Questi ragazzini, con i volti pieni di energia e gli occhi che raccontano storie di routine negate, hanno preso in mano i telefoni per filmare il loro campetto di calcio: un’area ridotta a un relitto di cemento scheggiato e erbacce, simbolo di un abbandono che va oltre le mura. Nei video diffusi sui social, le loro parole non erano solo un grido, ma un’accusa riflessiva alla trascuratezza che avvolge il quartiere, rafforzando un senso di comunità ferita. “Lo Stato ci ha abbandonato e Gomorra ci ha sputtanato”, hanno detto con una schiettezza che fa riflettere, parole che catturano l’essenza di un luogo spesso ridotto a stereotipi di criminalità, mentre i suoi abitanti lottano per riscattarsi.
La loro iniziativa non è rimasta confinata ai vicoli; è stata raccolta da figure come Salvatore Paternoster, presidente di un’associazione locale, e la giornalista Cristina Somma, che hanno amplificato questa voce genuina, portandola fino alle orecchie di chi può fare la differenza. È qui che entra in scena Geolier, l’artista napoletano che, toccato da questo appello sincero, ha risposto con una promessa diretta e umana: “Lo aggiusto io”. Non si tratta solo di parole: sopralluoghi e lavori sono già in corso, pronti a ridare vita a uno spazio dove i bambini possano correre liberi, trasformando un simbolo di decadenza in un rifugio di gioia.
I piccoli, con un gesto che scalda il cuore, hanno proposto di ribattezzare il campetto “Geolier Stadium”, un omaggio che va oltre il ringraziamento – è un’affermazione di orgoglio locale, un passo verso una narrazione più autentica di Scampia. Questa storia, che mescola delusione per le istituzioni assenti con la vitalità di una comunità in azione, ci ricorda quanto sia potente l’impegno dal basso, soprattutto in territori dove ogni vittoria è una luce contro l’ombra.
Alla fine, è proprio questo spirito di resilienza che invita tutti noi a riflettere: come una semplice richiesta possa ispirare cambiamenti reali, legando le storie personali al tessuto del territorio e ricordandoci che il vero progresso nasce dalle voci che osano farsi sentire.
