Tre anni dalla frana di Casamicciola: un’isola in cerca di risposte e giustizia. #Ischia #Tragedia2022
Immaginate un’alba tranquilla su Ischia, interrotta dal rombo di una frana che ha spazzato via sogni e vite a Casamicciola Terme. Era l’autunno del 2022, e quella catastrofe ha lasciato un segno indelebile: dodici persone perse per sempre, case ridotte in macerie e una comunità costretta a confrontarsi con la fragilità del proprio territorio. Oggi, a distanza di tre anni, l’inchiesta giudiziaria sta imboccando una strada inaspettata, riflettendo le tensioni tra dolore e responsabilità che toccano il cuore di ogni abitante.
Tutto ha inizio con la Procura di Napoli, che all’inizio aveva proposto l’archiviazione, sostenendo la difficoltà nel tracciare responsabilità penali dirette. Ma i familiari delle vittime, uniti al Comune di Casamicciola, non hanno accettato il silenzio, spingendo per una verità più profonda. Il giudice per le indagini preliminari Nicola Marrone ha accolto il loro appello, respingendo quella richiesta e ordinando l’imputazione coatta per gli amministratori e funzionari che hanno guidato l’ente dal 2012 al 2022. È un momento che ricorda quanto le decisioni, anche quelle prese anni prima, possano influenzare il destino di un luogo tanto esposto ai rischi idrogeologici.
Mentre i dettagli emergono con cautela – i nomi degli indagati restano ancora riservati, in attesa delle ultime consulenze tecniche – ci si interroga su potenziali lacune nella gestione del territorio. Ischia, con le sue bellezze naturali e le sue vulnerabilità, è un esempio di come la prevenzione possa fare la differenza in aree classificate ad alta pericolosità. Questa svolta nell’inchiesta non è solo un procedimento legale; è un promemoria umano, che invita a riflettere sulle omissioni che, nel tempo, potrebbero aver aggravato una tragedia già inevitabile.
In un’isola dove il fango e i detriti non hanno solo distrutto case, ma hanno anche spezzato il senso di sicurezza, questa indagine apre la porta a un futuro più attento, dove le lezioni del passato possano finalmente proteggere le comunità del domani.
