Mar. Gen 27th, 2026

Campania tutela la Memoria della Shoah: i musei accolgono le scuole per l’educazione storica

Campania tutela la Memoria della Shoah: i musei accolgono le scuole per l’educazione storica

In Campania, i musei si trasformano in ponti viventi tra passato e futuro, unendo studenti e comunità per onorare il Giorno della Memoria. #GiornoDellaMemoria #CulturaCampania

Immaginate Napoli non solo come un tesoro di antiche rovine e storie sussurrate dal vento, ma come un cuore pulsante che batte per la memoria collettiva. In questi giorni, mentre il mondo si ferma a riflettere sul 27 gennaio – il giorno in cui i cancelli di Auschwitz si spalancarono alla libertà – la Direzione regionale Musei nazionali Campania ha orchestrato una serie di eventi che vanno oltre la semplice commemorazione, invitando tutti, specialmente i giovani, a diventare custodi attivi di una lezione che non possiamo permetterci di dimenticare.

Al centro di questa onda di iniziative ci sono proprio loro: gli studenti, quei ragazzi che rappresentano il filo che lega il passato al domani. Immersi nei corridoi ricchi di echi del Museo archeologico nazionale dell’antica Capua a Santa Maria Capua Vetere, un gruppo di alunni dell’IIS “Leonardo Da Vinci” ha vissuto un mattino carico di emozioni, guidato dall’esperto Giuseppe Angelone. Qui, tra reperti che parlano di civiltà antiche, si è rievocato il dolore del Casertano durante la Seconda Guerra Mondiale, con un’attenzione particolare al Parco della Memoria di San Pietro Infine. Quel borgo, ridotto in cenere dai combattimenti, è diventato un simbolo universale delle ferite civili, e attraverso filmati d’epoca e letture toccanti, i giovani hanno ridato voce a chi, ottant’anni fa, vide la propria vita spezzata dalla guerra. È un momento che fa riflettere su quanto queste storie del nostro territorio siano parte integrante dell’umanità condivisa, ricordandoci che il dolore di un luogo è il dolore di tutti.

Ma l’onda della memoria non si ferma: nel pomeriggio, il testimone passa al Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino a Montesarchio, dove alle 17:00 prenderà vita l’evento “Voci della Memoria”. Organizzato in collaborazione con il Comune e associazioni locali, vedrà attori amatoriali e studenti intrecciare letture dedicate all’Olocausto, accompagnate dalle note malinconiche di un violino. È un tappeto sonoro che non solo evoca il passato, ma accende un riflettore sulle discriminazioni che, purtroppo, persistono ancora oggi, invitandoci a chiederci come possiamo, nel nostro quotidiano, coltivare un mondo più inclusivo.

E poiché la memoria è un viaggio che si estende nel tempo, le celebrazioni proseguono. Il 4 febbraio, al Museo archeologico nazionale di Pontecagnano, un incontro intitolato “Memorie. La storia diversa di Campagna” porterà alla luce le vicende dei centri di internamento nel Salernitano durante la guerra. Al centro di tutto, le figure eroiche di Giovanni Palatucci, funzionario della Questura di Fiume, e di suo zio, Monsignor Giuseppe Maria Palatucci, vescovo di Campagna. Loro, con gesti silenziosi e rischiosi, salvarono migliaia di ebrei dalla deportazione attraverso permessi speciali e astuti depistaggi – un atto di “resistenza morale” che ispira ancora oggi, offrendo ai giovani una bussola per navigare tra i pericoli dei moderni negazionismi.

Come sottolineano con empatia gli organizzatori, “Mantenere viva la memoria significa promuovere l’educazione ai valori della pace e della dignità di ogni individuo”. Queste parole, nate dalle teche dei musei, risuonano come un invito personale, ricordandoci che preservare queste storie non è un dovere astratto, ma un modo per rafforzare il tessuto della nostra società.

Queste iniziative in Campania ci ricordano che la memoria non è un’eco del passato, ma una luce che illumina il cammino verso un futuro più umano e solidale.

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