Lun. Gen 26th, 2026

A Pianura, La Trencia e il paradosso: scale mobili illegali in stallo continuo

A Pianura, La Trencia e il paradosso: scale mobili illegali in stallo continuo

A Napoli, le scale mobili di La Trencia sono ancora un simbolo di burocrazia impazzita: mesi di stop per “non conformità”, lasciando interi quartieri isolati. #Napoli #TrasportiInefficienza

Immaginate di svegliarvi ogni mattina, pronti a tuffarvi nel caos della città, solo per ritrovarvi bloccati da un ostacolo che sembra banale ma si è trasformato in un muro invisibile. A Pianura, un quartiere vivace di Napoli, la stazione della Circumflegrea di La Trencia era un punto di passaggio quotidiano per centinaia di persone, fino a quando, la scorsa estate, le scale mobili sono state sigillate per non conformità. Quello che doveva essere un intervento temporaneo di poche settimane si è allungato in un’eternità di disagi, rendendo la mobilità un lusso irraggiungibile per molti.

Ora, mentre il tempo scorre inesorabile, i pendolari si chiedono come impianti funzionanti per anni abbiano improvvisamente rivelato difetti, lasciando tutti nel limbo. È una di quelle storie che parlano di inefficienza quotidiana, dove la priorità alla sicurezza – che nessuno mette in discussione – si scontra con un immobilismo burocratico che avanza più lentamente dei treni già affaticati. Per chi dipende da questa stazione, ogni giorno senza soluzioni è una piccola frustrazione che erode la pazienza, ricordandoci quanto la burocrazia possa rendere la vita complicata.

Al centro di tutto c’è una stazione che sembra dimenticata dal tempo: barriere architettoniche rendono impossibile l’accesso per disabili, anziani o genitori con passeggini, mentre infiltrazioni d’acqua e una manutenzione assente trasformano i locali in spazi insalubri e pericolosi. E non è solo questo; sullo sfondo persiste il ricordo di progetti mai completati, come il secondo binario, un’idea vecchia di decenni che rimane un fantasma, simbolo di promesse non mantenute.

Non sorprende, quindi, che la politica si sia mobilitata per dare voce alla rabbia della comunità. “Spegnere impianti dopo anni di utilizzo senza fornire tempi certi per il ripristino è un fatto gravissimo – denunciano i due esponenti di AVS –. A La Trencia i cittadini pagano il prezzo di omissioni e rimpalli di responsabilità. Non si chiedono favori, ma il rispetto dei diritti fondamentali: sicurezza e accessibilità”. Queste parole riecheggiano l’esasperazione di chi vive il quartiere, sottolineando come il problema non sia solo tecnico, ma un fallimento nel garantire i basilari diritti di mobilità e sicurezza.

L’aria di protesta si sta addensando, e per mercoledì 28 gennaio, la comunità ha organizzato una manifestazione fuori dalla stazione. Sarà un momento per urlare la propria frustrazione, spingendo i responsabili a fornire un piano concreto per porre fine a questo “esilio dai binari”, come lo definiscono in molti.

Mentre i residenti attendono risposte, questa storia ci invita a riflettere su quanto le inefficienze urbane colpiscano da vicino la vita quotidiana, ricordandoci che dietro ogni dato c’è una persona, un quartiere, un tessuto sociale che merita di più.

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