Pompei: un faro di eccellenza per l’Italia, primo parco archeologico certificato per qualità e gestione! #Pompei #PatrimonioItaliano
Immaginate di camminare tra le strade millenarie di Pompei, dove ogni pietra racconta storie antiche, e sapere che tutto è custodito con una precisione quasi magica. Ecco cosa rende il Parco Archeologico di Pompei non solo un tesoro inestimabile, ma un vero e proprio esempio per l’intero Paese, grazie a un sistema di gestione che mette al centro l’efficienza e la cura del patrimonio.
Da tempo, Pompei è sinonimo di meraviglie storiche, ma ora si distingue anche per l’innovazione amministrativa. È diventato il primo parco archeologico in Italia a ottenere un Certificato di Qualità che copre l’intero processo di gestione dei lavori, dalla pianificazione alla verifica dei progetti, assicurando che ogni intervento sia impeccabile e affidabile.
Questo traguardo non è casuale: il Parco è già riconosciuto come Stazione Appaltante di prima fascia, e la sua conformità agli standard ISO 9001:2015 per l’acquisizione di beni, servizi e lavori – inclusa la revisione interna dei progetti – dimostra un impegno profondo verso la trasparenza e l’eccellenza. In un mondo dove le risorse per la cultura sono preziose, è rassicurante vedere come Pompei gestisca fondi nazionali ed europei con responsabilità, garantendo che ogni restauro o attività di conservazione sia condotta con competenza e rapidità, per il bene di tutti noi che amiamo queste radici antiche.
Il Direttore del Parco esprime orgoglio per questo risultato, sottolineando il lavoro di squadra: «Il merito è dei funzionari tecnici e amministrativi del Parco, espressione della altissima professionalità che abbiamo a Pompei e nel Ministero della Cultura e in cui continueremo a investire. Competenze e formazione della squadra sono fondamentali per il futuro del patrimonio». Queste parole ricordano quanto le persone dietro le quinte siano il vero motore di un’eredità che va oltre le rovine, toccando il cuore del territorio campano.
Questa certificazione va ben oltre un semplice sigillo: influisce direttamente sulle comunità locali e sui visitatori, rendendo gli interventi di tutela e valorizzazione – non solo nell’area urbana, ma anche nei siti periferici – più rapidi, trasparenti e scientificamente rigorosi. È un passo che fa sentire il patrimonio culturale più vicino, più vivo, e che ispira riflessioni su come potremmo proteggere le nostre storie per le generazioni future.
