Dom. Gen 25th, 2026

Agguato pianificato da ultras Lazio contro tifosi Napoli sull’A1

Agguato pianificato da ultras Lazio contro tifosi Napoli sull’A1

Un agguato in autostrada all’alba: quando il tifo sfocia in violenza organizzata. #TifoViolento #SicurezzaStradale

Immaginate l’alba che si insinua sull’Autostrada A1, con il rombo dei motori che spezza il silenzio della notte. Non si trattava di semplici rivalità calcistiche, ma di un piano meticoloso che poteva trasformarsi in tragedia: un gruppo di ultras della Lazio, di ritorno da una trasferta a Lecce, si è trovato faccia a faccia con il pericolo di incrociare i tifosi del Napoli diretti a Torino per il big match contro la Juventus.

Le forze dell’ordine hanno agito tempestivamente, intercettando e bloccando ottanta sostenitori biancocelesti al casello di Monte Porzio Catone. L’atmosfera era tesa, carica di un’energia che andava oltre il mero agonismo sportivo. Mentre i veicoli procedevano in colonna, gli agenti hanno notato un movimento frenetico: oggetti venivano lanciati dai finestrini in un disperato tentativo di nascondere le tracce. Era l’istinto di chi sa di essere stato scoperto.

Quello che è emerso era sconcertante: un arsenale improvvisato, con mazze, oggetti contundenti e persino “armi vere, come i coltelli da cucina”. Ogni pezzo è stato recuperato dal ciglio della strada grazie all’intervento della Polizia Scientifica, e i tifosi sono stati fermati e identificati uno per uno. Non si trattava di un incidente casuale, ma di un’azione che ricordava le tattiche di una spedizione punitiva, potenzialmente letale.

Il punto di contatto previsto era all’altezza di Ceprano, un incrocio che avrebbe potuto innescare lo scontro. Eppure, per fortuna, i tifosi napoletani non sono stati coinvolti: i loro mezzi, fermi poco più avanti, hanno ripreso il viaggio verso il nord senza intoppi, sfuggendo ai controlli. Questo episodio lascia riflettere su quanto il tifo possa sconfinare nel pericoloso, mettendo a repentaglio non solo i diretti interessati, ma anche gli ignari viaggiatori che condividono la stessa strada.

“Quanto accaduto sull’A1 non è frutto di tensioni spontanee, ma di violenza organizzata e pianificata”, ha dichiarato con fermezza Domenico Pianese, segretario del Coisp. “Il sequestro di armi vere, come i coltelli da cucina, dimostra che l’unico scopo era colpire per fare male”. E ancora, “È inaccettabile che le trasferte siano usate come copertura per regolamenti di conti. Per questi violenti serve il Daspo a vita e uno stop immediato alle trasferte per le tifoserie coinvolte. Lo Stato deve dimostrare che certi comportamenti non sono più tollerabili”. Queste parole riecheggiano l’allarme di un sindacato che vede nei precedenti tragici un monito per il futuro, sottolineando come tali eventi non siano isolati, ma sintomi di un problema più profondo nel mondo del calcio.

In fondo, storie come questa toccano il cuore di tutti noi: fan appassionati, famiglie in viaggio, cittadini comuni. Ricordano che la passione per lo sport deve unire, non dividere, e che ogni caduta in questo buio deve spingere verso un dialogo più responsabile per tutelare il territorio e le sue persone.

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