Un’aggressione nel cuore di Napoli mette in luce le ferite nascoste della città: un senzatetto peruviano colpito al fianco in piazza Carità, tra stazioni affollate e ospedali vicini. #Napoli #SicurezzaUrbana
Immaginate una notte tranquilla nel centro di Napoli, dove le strade vibranti di vita quotidiana si trasformano improvvisamente in scenari di paura. È successo proprio lì, a pochi passi dal policlinico Federico II e dalla stazione centrale, in una piazza dedicata all’eroe Salvo D’Acquisto, simbolo di coraggio. Un uomo di 36 anni, originario del Perù e senza una casa da chiamare propria, è stato aggredito da uno sconosciuto che gli ha inferto un fendente al fianco in quello che sembra un tentativo disperato di rapina.
Trasportato d’urgenza al vicino ospedale Pellegrini, la vittima ha ricevuto le cure necessarie, con una prognosi che si è attestata a sette giorni – un piccolo sollievo in mezzo al trauma. Mentre le sirene dei Carabinieri della Compagnia Napoli Centro echeggiavano nella notte, l’aggressore è scomparso nelle ombre della città, lasciando dietro di sé solo domande e un senso di vulnerabilità. Gli investigatori del Nucleo Operativo sono ora al lavoro, setacciando la zona alla ricerca di testimoni e filmati delle telecamere di sorveglianza, nel tentativo di dare un volto a chi ha spezzato quella quiete.
Ma questo episodio non è isolato, e proprio qui emerge la vera inquietudine: è il secondo intervento in poco tempo nella stessa area, dopo un alterco violento tra minorenni scoppiato poche ore prima per una banale lite – un gruppo di ragazzi che si è scagliato sugli altri, finendo anch’essi al Pellegrini per medicare le ferite. È come se piazza Carità, con la sua storia e il suo via vai continuo, riflettesse le fragilità di un quartiere dove il degrado, la povertà e la microcriminalità si intrecciano ogni giorno, toccando le vite di chi ci abita o ci passa per caso.
Questa vicenda ci ricorda quanto la sicurezza in zone così centrali e frequentate non sia solo un dato statistico, ma un problema umano che colpisce le persone più vulnerabili, come i senzatetto che navigano queste strade. Forse è un segnale per riflettere su come, in una città piena di energia, queste ombre persistano, invitandoci a chiedere interventi più decisi per proteggere chi è già ai margini.
