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Vico Equense: blitz anti-caccia, sequestro di richiamo elettromagnetico vietato a Veterina/Arola

Vico Equense: blitz anti-caccia, sequestro di richiamo elettromagnetico vietato a Veterina/Arola

Durante controlli mirati a contrastare la caccia di frodo e a tutelare la fauna selvatica, i Carabinieri Forestali del Nucleo di Castellammare di Stabia hanno sequestrato in località Veterina/Arola, nell’agro di Vico Equense, nei pressi del Monte Comune, un richiamo acustico elettromagnetico ancora funzionante.

L’impianto, in grado di riprodurre il canto della quaglia per attrarre la fauna selvatica, è stato ritenuto vietato dalla normativa vigente. Secondo la legge 157 del 1992, art. 30, comma 1, lettera h, l’uso di tali apparecchiature è vietato, motivo che ha giustificato il sequestro penale dell’attrezzatura a carico di ignoti.

Il dispositivo è stato posto sotto sequestro e la vicenda è stata comunicata all’Autorità Giudiziaria mediante l’invio di un’informativa di reato. Le indagini, affidate ai Carabinieri, sono finalizzate a identificare sia gli utilizzatori sia i proprietari dell’unità sequestrata. Secondo le informazioni disponibili e riportate da cronachedellacampania.it, gli investigatori stanno verificando ogni pista per ricostruire la catena di possesso e utilizzo dello strumento.

L’episodio, inserito in un quadro di controlli mirati a tutela della fauna selvatica, mette in luce l’impegno costante delle componenti operative del Gruppo Carabinieri Forestali di Napoli e delle sue articolazioni nel monitoraggio delle aree rurali dell’area vesuviana. Le attività, spiegano gli inquirenti, mirano non solo al contrasto immediato di pratiche illegali ma anche alla prevenzione di comportamenti che potrebbero danneggiare specie protette e habitat naturali.

Non si escludono sviluppi nelle prossime settimane, con l’approfondimento delle verifiche tecniche sull’impianto sequestrato e la ricostruzione della sua catena di utilizzatori. Le autorità invitano chiunque possa fornire elementi utili alle indagini a collaborare, nel rispetto della presunzione di innocenza che guida l’intero procedimento.

Fonte: cronachedellacampania.it

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