Indagine a Torino su un trapianto di cuore finito in tragedia: una famiglia napoletana chiede chiarezza, la Procura dispone accertamenti tecnici irripetibili
Torino, 6 ottobre 2026 – La Procura della Repubblica di Torino ha disposto accertamenti tecnici irripetibili per chiarire le cause della morte di Raffaele Miele, trentenne originario di San Paolo Bel Sito, in provincia di Napoli, deceduto all’ospedale Molinette dopo un trapianto di cuore eseguito lo scorso 25 settembre. L’inchiesta è attualmente aperta contro ignoti per ipotesi di omicidio colposo, con l’incarico affidato a consulenti tecnici d’ufficio che verranno sentiti prossimamente. L’esame è fissato per mercoledì 7 ottobre.
La famiglia della vittima, assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi del Foro di Napoli, ha presentato un esposto chiedendo piena luce sulle circostanze che hanno accompagnato l’intervento e sulle successive complicanze. La famiglia, stando alle informazioni disponibili, ha chiesto che l’analisi sia affidata a periti indipendenti, ritenendo opportuno approfondire eventuali profili di negligenza, imperizia o errori nelle cure. Come emerge dalla ricostruzione pubblicata da cronachedellacampania.it, i familiari hanno espresso cautela su quanto accaduto e hanno richiesto la verifica tecnica irripetibile, oggi affidata alla magistratura e non a procedure interne all’ospedale.
«Abbiamo preteso un accertamento tecnico irripetibile disposto dalla Procura e non un esame condotto dai dipendenti della stessa struttura in cui, secondo i familiari, potrebbero essere stati commessi degli errori», ha riferito l’avvocato Petruzzi, sottolineando la necessità di una ricostruzione esterna e indipendente. Le parole del legale delineano un chiaro contesto di richiesta di terzietà nell’analisi, in parallelo alle verifiche in corso sulla gestione clinica del caso.
Dal punto di vista sanitario, la vicenda ruota attorno a una cardiomiopatia dilatativa che aveva portato Miele a essere in attesa di un organo compatibile da tempo. La svolta sembrava vicina lo scorso 24 settembre, quando l’ospedale torinese ha attivato il ricovero e l’intervento. L’intervento, iniziato la mattina del 25 settembre, si è protratto per circa dodici ore. Al termine, i chirurghi hanno riferito ai familiari che l’operazione era tecnicamente riuscita, ma che il nuovo cuore mostrava gravi difficoltà nel mantenere un ritmo stabile, rendendo necessario il supporto di una macchina di circolazione extracorporea (Ecmo).
Nei giorni successivi la situazione è peggiorata: un forte sanguinamento ha costretto il Paziente a un nuovo ricovero, seguito da un ulteriore intervento finalizzato al riposizionamento delle cannule. Nonostante gli sforzi della squadra medica per stabilizzare il quadro clinico, le condizioni hanno continuato a peggiorare fino al decesso dell’uomo il primo ottobre. La dinamica completa resta al vaglio della magistratura e della perizia medico-legale disposta dall’autorità giudiziaria.
Il fascicolo aperto contro ignoti e la concomitante richiesta di accertamenti tecnici indicano una domanda centrale: quanto hanno influito eventuali dinamiche intraospedaliere sulla sorte di una procedura delicata come un trapianto di cuore? Gli esiti della perizia medico-legale, insieme agli esiti di eventuali ulteriori accertamenti, decideranno se emergano profili di responsabilità o se l’esito sarà spiegato da complicazioni intrinseche al procedimento chirurgico.
La Procura ha annunciato che la verifica tecnica sarà affidata a consulenti terzi e che l’indagine prosegue, con l’obiettivo di chiarire se vi siano state lacune o errori nelle procedure post-operatorie e/o nella gestione immediata del quadro critico. Restano ancora da accertare i contorni completi della vicenda, inclusi eventuali dettagli sull’evoluzione clinica e sulle decisioni terapeutiche prese nei giorni immediatamente successivi al trapianto.
In attesa degli sviluppi delle verifiche e della relazione peritale, il caso resta al centro dell’attenzione tra famiglie, istituzioni sanitarie e’autorità giudiziaria. L’esito dell’indagine dovrà naturalmente rispettare la presunzione di innocence e distinguere tra fatti accertati, indagini in corso e eventuali ipotesi investigative, offrendo al contempo una lettura chiara delle responsabilità, qualora emergano, senza alimentare display di colpevolizzazione prematura.
