Formia piange Alfredo Vezzà, ristoratore molto conosciuto in città, vittima di un grave tamponamento sull’autostrada A3 Napoli–Pompei–Salerno. Aveva 51 anni ed è deceduto all’Ospedale Policlinico di Napoli dopo un mese di agonia, confermato dall’esame autoptico di ieri.
Secondo quanto ricostruito, Vezzà stava rientrando nel Lazio dopo una visita a un amico in Campania quando, a poche centinaia di metri dallo svincolo dell’A3, la sua vettura è stata violentemente tamponata da un camion. Le condizioni subito apparvero gravissime: soccorso d’urgenza, l’uomo fu trasportato al Policlinico di Napoli e ricoverato in terapia intensiva per settimane, fino al decesso verificatosi lunedì scorso. L’ipotesi investigativa resta aperta e la dinamica dell’urto è oggetto di ulteriori rilievi. Secondo una prima ricostruzione, gli accertamenti portati avanti dalla Polizia Stradale di Angri dovranno chiarire eventuali responsabilità.
I rilievi medico-legali hanno invece stabilito, attraverso l’autopsia disposta dal sostituto procuratore Luigi Santulli e effettuata presso l’obitorio del Secondo Policlinico, che la morte è stata causata dal devastante trauma cranico e dalle ferite multiple riportate nell’impatto. Dettagli sul contesto dell’incidente e sulle responsabilità restano al vaglio degli investigatori, che continueranno ad ascoltare testimoni e a verificare i dati raccolti sul posto.
La comunità di Formia esprime cordoglio per la scomparsa di Vezzà, uomo apprezzato non solo per l’attività imprenditoriale ma anche per il legame con la città. La famiglia gestiva per anni un ristorante storico lungo la strada Litoranea, punto di riferimento per residenti e visitatori. La perdita getta una nuova ombra su una zona già minuta e strettamente legata al tessuto economico locale.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, resta intatto l’appello alle autorità affinché venga fatta luce sulle dinamiche dell’urto e sulle eventuali responsabilità, pur senza anticipare esiti giudiziari o colpevolezze. Nel frattempo, la comunità di Formia si interroga sull’impatto di eventi così violenti sulle piccole imprese familiari e sulla sicurezza delle strade extraurbane che collegano la città con il resto del Lazio e della Campania.
Inchieste in corso e attendibili aggiornamenti sono attesi nelle prossime settimane, mentre la memoria di Vezzà sarà ricordata non solo dalle generazioni che hanno frequentato il suo ristorante, ma anche da chi lo ha conosciuto attraverso la sua attività e la sua vicinanza al territorio. La vicenda resta aperta e in evoluzione, con l’eco di una perdita che lascia domande sulle condizioni dell’incidente e sui passi successivi della magistratura.
