Allarme florovivaisti: lo stop dei Tir rischia di travolgere la fioritura di Ognissanti in Campania
Napoli – La protesta dei Tir contro il caro carburante sta mettendo a rischio la floricoltura campana, già in tensione in vista del ponte di Ognissanti. I presidi lungo autostrade come l’A1 e l’A30 hanno paralizzato parzialmente la catena del rifornimento, con ripercussioni attese su mercati e mercati cimiteriali nei prossimi giorni.
La cornice è chiara per chi vive di fiori: il tempo è un nemico. Il presidente del consorzio dei florovivaisti campani, Vincenzo Malafronte, spiega che la mobilitazione è condivisa dall’intera filiera, perché il gasolio è lo stesso carburante che permette di muovere i mezzi pesanti e di azionare le serre. Secondo lui, serve una risposta immediata: ogni giorno di attesa si traduce in costi crescenti e in una perdita di reddito che molte aziende non riuscirebbero a sopportare. E sottolinea che il conto non è pesato in settimane, ma in giorni.
La prossima settimana è cruciale: il ponte di Ognissanti rappresenta una fetta significativa del fatturato annuale per la floricoltura tradizionale, pari a circa un quinto delle entrate delle aziende della regione. Cooperative e imprese hanno investito mesi di lavoro, energie e tecnici per garantire forniture mirate in quel periodo. Se i veicoli non tornano a muoversi entro quattro giorni, il rischio è che fiori pronti per i mercati si degrado chiedendo di essere destinati al macero, con ripercussioni pesanti sull’occupazione e sulla stabilità di centinaia di famiglie campane.
Il quadro, secondo Malafronte, è semplice ma drammatico: un fiore reciso non può restare in magazzino. Senza un’immediata ripresa del traffico, si rischia di perdere l’intera raccolta stagionale, con perdite che non tutte le aziende potrebbero assorbire. E la situazione è ulteriormente delicata dal fatto che i mercati del Nord Italia dipendono in parte da forniture estere per fronteggiare eventuali ritardi nelle consegne made in Campania. È uno scenario che riporta alla mente i mesi difficili del lockdown del 2020, ma questa volta la richiesta è di risolvere la vertenza attorno a un tavolo, senza rinviare.
Il presidente del consorzio rivendica soprattutto una responsabilità pubblica: il governo deve intervenire per assicurare il transito di merci deperibili e tutelare il lavoro di chi coltiva la terra e muove l’economia della filiera. Finora, però, le indicazioni rimangono ambigue e le aziende attendono segnali concreti. Nel frattempo, la Campania continua a essere una tra le regioni leader del florovivaismo italiano, con una forte vocazione per il fiore reciso, un patrimonio produttivo e occupazionale che rischia di pagare due volte rincari e blocchi, se la situazione non si deblocca presto.
Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la priorità resta evitare che i fioristi e i coltivatori perdano mesi di lavoro a causa di una protesta che riguarda principalmente il costo del carburante e il conseguente rallentamento della logistica. La palla torna ai tavoli istituzionali: si aprirà davvero un dialogo che possa garantire flussi di merci deperibili e salvare la stagione di Ognissanti?
