Cinque indagati ai domiciliari per furti di biciclette elettriche tra Campania e Liguria: una rete smantellata dalle forze dell’ordine
Cinque persone sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, con l’obbligo del braccialetto elettronico, nell’ambito di un’indagine su furti aggravati e reiterati di biciclette elettriche. L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica e al centro di un tratto di Penisola sorrentina, evidenzia una dinamica ben organizzata che avrebbe visto i complici agire in modo sincronizzato per compiere i colpi e allontanarsi rapidamente verso altre località.
L’intervento è stato eseguito nella mattinata di oggi dai carabinieri della Compagnia di Sorrento, destinatari dell’ordinanza risultano residenti o localizzati in diversi comuni: Salerno, Scafati, Roccapiemonte e Genova. Secondo quanto riferito, l’atto è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica. Le indagini hanno seguito una traccia che parte dall’episodio principale, ma hanno consentito di delineare una fitta rete operativa transregionale, con rilevamenti tecnici e documentali incrociati. Come emerge dall’inchiesta, la fonte di questa ricostruzione trova conferma nelle evidenze raccolte e riportate dall’autorità giudiziaria.
Al centro dell’inchiesta c’è il furto di due biciclette elettriche, dal valore complessivo di circa 2.200 euro, avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 settembre 2025 lungo corso Italia, a Piano di Sorrento. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo avrebbe raggiunto la zona a bordo di un’automobile e di un furgone, con una precisa divisione dei compiti che ha permesso di caricare le biciclette sul veicolo e di allontanarsi rapidamente in direzione di Scafati. Le accuse non riguardano solo l’episodio di Piano di Sorrento, ma si intrecciano con altri allineamenti delittuosi attribuiti agli stessi indagati, rivelando una logistica che integra diverse attività illecite nei dintorni della Costiera e oltre.
Le attività investigative hanno fatto leva su una pluralità di elementi: riprese di impianti di videosorveglianza pubblici e privati, analisi dei veicoli utilizzati, nonché incroci tra dati GPS e tabulati telefonici. L’esame di questi elementi ha permesso di ricostruire la dinamica dell’agire criminale e di identificare i cinque destinatari della misura cautelare. L’attenzione degli inquirenti si è concentrata non solo sull’evento di Piano di Sorrento, ma anche su altre piste che hanno messo in luce un modello operativo condiviso dai presunti autori.
Durante l’approfondimento investigativo è emerso che due degli indagati sarebbero gli stessi soggetti arrestati in flagranza di reato, appena cinque giorni dopo il furto di Piano di Sorrento, dai carabinieri della Stazione di Vico Equense, in relazione a un ulteriore furto di bicicletta nel territorio di Sant’Agnello. Secondo la ricostruzione, anche quel colpo sarebbe stato realizzato con una tecnica analoga e utilizzando lo stesso furgone impiegato per l’episodio principale.
Il Gip ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di responsabilità e, insieme alle esigenze cautelari, ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per tutti gli indagati. Uno dei destinatari è stato eseguito nell’ambito dell’ordinanza; gli altri quattro hanno ricevuto la misura mentre già si trovavano in stato detentivo o agli arresti domiciliari per altri motivi. Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e la misura cautelare potrà essere impugnata davanti al Tribunale del Riesame. I destinatari dell’ordinanza non possono essere considerati colpevoli fino a una sentenza definitiva, in osservanza del principio di presunzione di innocenza.
L’indagine continua per chiarire eventuali altri legami tra i gruppi e per verificare se ulteriori episodi rientrino nella stessa rete operativa. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, l’esame integrato di immagini, veicoli e telefonini resta fondamentale per ricostruire in dettaglio la logistica della banda e per delineare i prossimi passi delle procure interessate.
