Napoli in bilico sul PTM: sindaci chiedono ascolto prima di decidere
Napoli, 21 ottobre 2026 – Nella Conferenza Metropolitana riunita questa mattina a Santa Maria la Nova, i sindaci dei Monti Lattari e della piana pedemontana hanno chiesto che l’adozione del Piano Territoriale Metropolitano sia rinviata, affinché le scelte vengano discusse in modo partecipato con le comunità interessate.
Prima della voce di Luca Mascolo, è stato depositato un documento con le firme delle amministrazioni interessate, che invita a sospendere l’avvio del PTM in attesa dell’approvazione definitiva del Piano Paesaggistico Regionale. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, il contenuto dell’atto richiama la necessità di bilanciare protezione del paesaggio e esigenze produttive dei territori.
La preoccupazione centrale riguarda i vincoli che potrebbero accompagnare il piano: si teme che interventi non calibrati possano ostacolare la manutenzione ordinaria, alimentare l’abbandono dei terreni e, di riflesso, aggravare il dissesto idrogeologico. «Se costringiamo i proprietari ad abbandonare i terreni, non possiamo poi sorprenderci quando i terrazzamenti vengono giù», ha affermato Mascolo nel corso dell’incontro, richiamando una dimensione concreta e immediata della questione.
Un altro punto fermo riguarda il metodo: le piccole comunità si sentono poco ascoltate e chiedono che vengano riconosciute le competenze dei Comuni, con particolare attenzione alle realtà agricole, al turismo, alla mobilità, ai servizi essenziali e alla sicurezza del territorio. «Non si può pianificare senza conoscere i luoghi e senza ascoltare chi li amministra», è stata una delle osservazioni chiave emerse durante la discussione.
L’obiettivo dichiarato non è opporsi alla tutela ambientale o al contenimento del consumo di suolo, ma costruire una pianificazione capace di coniugare protezione del paesaggio, attività produttive e sviluppo locale. Mascolo ha insistito sull’esigenza di procedere non al chiuso di una stanza ma attraverso un confronto reale con chi gestisce e sfrutta quei territori.
La richiesta dei sindaci è chiara: fermarsi, avviare un dialogo concreto e correggere le criticità del PTM prima di proseguire. In questo senso, la discussione non riguarda una contrapposizione tra tutela ambientale e sviluppo economico, ma la qualità del rapporto tra centro decisionale e territorio. Il terreno di confronto resta aperto: l’obiettivo è una pianificazione che tenga conto delle condizioni reali dei territori e delle esigenze delle comunità che li custodiscono, senza perdere di vista la necessità di salvaguardare terrazzamenti, paesaggio e modelli di vita locali.
Contestualizzando, i Monti Lattari e la piana pedemontana rappresentano due tessuti sociali ed economici strettamente legati all’agricoltura e al turismo sostenibile, dove la manutenzione dei terrazzamenti non è solo questione di estetica ma di sicurezza e di possibilità di futuro per le famiglie che vi abitano. La partita resta aperta: l’invito è a un rinnovato confronto tra livelli di governo, affinché le decisioni sul PTM rispecchino le esigenze reali dei territori interessati, senza rinunciare alla tutela del paesaggio.
