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Cronaca

Napoli, Quartieri Spagnoli: arresto per droga, domiciliari concessi a Marigliano

Napoli – Da Poggio­reale agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico: Domenico Razniak, arrestato lo scorso maggio ai Quartieri Spagnoli con un consistente carico di stupefacenti, vede cambiare la sua custodia cautelare in una misura meno afflittiva ma fortemente vincolante. L’esito dell’udienza arriva in una cornice processuale già segnata da gravi sospetti su quanto contestato.

Il giudice Maria Laura Ciollaro ha accolto l’istanza della difesa, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Gallo, sostituendo la custodia in carcere con una misura domestica rafforzata dal monitoraggio elettronico. La decisione è stata accompagnata da prescrizioni stringenti, volte a garantire un controllo costante del giovane durante il periodo di applicazione della misura. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, il parere del pubblico ministero ha supportato la sostituzione, valorizzando l’elemento di vigilanza permanente nonché la possibile idoneità di un domicilio idoneo.

La sentenza emessa nello stesso giorno dell’esame dell’istanza sottolinea che non si tratta di un ridimensionamento della gravità delle contestazioni: il quadro indiziario resta evidente e la dimensione del sequestro complica qualsiasi lettura meno rigorosa. Nel documento del giudice si insiste sull’importanza della cautela e sulla necessità di una sorveglianza continua, anche alla luce della quantità di sostanze sequestrate e della varietà di droghe rinvenute all’epoca dell’arresto.

Al centro della valutazione vi è la valutazione stessa della pericolosità statistica e della potenziale capacità di recidiva, ma anche la considerazione della personalità dell’imputato. La decisione rimane vincolata al controllo di un contesto abitativo adeguato e alla disponibilità dell’imputato ad accettare il braccialetto, aspetto essenziale per l’efficacia della misura. Il dispositivo tecnologico, oltre a monitorare gli spostamenti, rappresenta un sistema di garanzia che consente al magistrato di verificare eventuali deviazioni dai vincoli.

L’abitazione scelta per la custodia domiciliare è a Marigliano, in una casa di una donna, e la loro idoneità non è automatica: la verifica da parte della polizia giudiziaria è prerequisito necessario e l’esecuzione della misura dipenderà anche dal consenso dell’imputato all’installazione del braccialetto. Il trasferimento è subordinato al nulla osta degli organi di polizia e, una volta operativo, il controllo rientrerà nelle competenze dei carabinieri territorialmente competenti. La clausola decisiva è chiara: se il dispositivo non fosse disponibile immediatamente, Razniak rimarrebbe in carcere fino all’installazione.

L’episodio dell’arresto risale a maggio, quando, durante un servizio antidroga nei vicoli dei Quartieri Spagnoli, gli agenti del commissariato Montecalvario hanno intercettato Razniak in via De Deo all’intersezione con vico Lungo Gelso. Il ragazzo, sembrando voler sfuggire al controllo, è stato raggiunto e perquisito. Nel marsupio, occultate in un giubbino leggero, sono stati trovati dieci panetti di hashish e altri 56 involucri della stessa sostanza, per un peso complessivo di circa 1,3 kg. Inoltre, erano presenti circa 21 grammi di ketamina, 6 grammi di cocaina e 9 grammi di ecstasy, insieme a un bilancino di precisione e 405 euro in contanti. Per il giovane è scattata la custodia cautelare in carcere per detenzione illecita di sostanze stupefacenti, con l’avvocato Gallo a guidare la discussione legale che ha condizioni nuove e limitazioni chiare.

La difesa sottolinea che si apre una nuova fase della vicenda, con l’obiettivo di accompagnare Razniak nel percorso giudiziario senza interrompere, per quanto possibile, la sua vita quotidiana. L’esperienza recente intreccia legalità e riabilitazione in un contesto urbano segnato dalla presenza di sostanze illegali e da operazioni di polizia sempre più frequenti. L’uso del braccialetto elettronico, infatti, resta al centro del dibattito sulle misure cautelari alternative: una scelta giuridica che, pur non annullando l’eccezione prevista dalle indagini, cerca di bilanciare esigenze di sicurezza e possibilità di reinserimento.

Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la vicenda resta in una fase critica: il quadro degli indizi resta solido, ma l’esito delle verifiche sull’idoneità abitativa e sull’adesione al controllo elettronico delineerà i prossimi passi della procedura. Razniak continua a essere seguito dalle autorità competenti con controlli mirati e l’impegno a mantenere la coerenza tra le prescrizioni e le esigenze investigative.

Nel frattempo, la cronaca di maggio resta un importante promemoria della complessità della gestione delle misure cautelari nel contesto urbano: l’equilibrio tra rigore investigativo, salvaguardia delle libertà personali e percorsi di reinserimento rimane una sfida continua per le istituzioni.

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