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Napoli, inseguimento notturno sulla Tangenziale: arrestati Mario Pinto e Vincenzo Ramondino, fratello di Gennaro Ramondino

Napoli, inseguimento notturno sulla Tangenziale: arrestati Mario Pinto e Vincenzo Ramondino, fratello di Gennaro Ramondino

Napoli ovest è tornata a tremare nelle ultime ore: tra Pianura, Soccavo e Fuorigrotta si è consumata una notte di tensione conclusasi con due arresti. Tra i fermati figura Vincenzo Ramondino, 21 anni, fratello di Gennaro Ramondino, assassinato e dato alle fiamme nell’ambito della faida camorristica per il controllo del narcotraffico nel quartiere flegreo. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la famiglia Ramondino resta al centro delle verifiche degli investigatori sull’onda di questa nuova particolare dinamica criminale.

L’emergenza è partita poco dopo l’1:30 di venerdì notte, quando gli agenti del locale commissariato hanno intercettato in via Sartania un’utilitaria che procedeva a folle velocità durante un servizio di controllo del territorio tra Pianura e Soccavo. All’alt dell’auto, il conducente ha schiacciato sull’acceleratore, scatenando un inseguimento lungo le arterie periferiche della città.

La fuga ha raggiunto anche il raccordo della Tangenziale di Napoli, con direzione Vomero-Pianura. È all’altezza dell’uscita Soccavo che la vettura in corsa ha urtato la volante della polizia, nel disperato tentativo di guadagnarsi un varco. Dopo un breve quanto intenso inseguimento pedinato da un inseguimento di strada, i due occupanti sono stati fermati a Fuorigrotta, dove una colluttazione a piedi ha portato al loro arresto per resistenza e fuga pericolosa.

A finire in manette sono stati Mario Pinto e, soprattutto, Vincenzo Ramondino. Il ragazzo di 21 anni è noto agli inquirenti per un profilo criminale che, secondo le indagini in corso, potrebbe riallacciarsi a flussi criminali legati al narcotraffico nel quartiere flegreo. La pista della camorra resta uno dei filoni principali degli accertamenti: gli investigatori stanno verificando se la fuga sia stata orchestrata per liberarsi da un presidio di controllo del territorio oppure per sottrarsi a dinamiche di mercato illecite ormai radicate nella zona.

L’arresto arriva in una cornice di eventi che segna da tempo la periferia ovest di Napoli: la presenza di gruppi dediti al controllo del traffico di droga ha alimentato episodi di violenza e contatti tra diverse figure criminali. Le autorità hanno messo in chiaro che la lotta al crimine resta una priorità, con l’obiettivo di spezzare catene di favoreggiamento e protezione che spesso trovano terreno fertile nell’inerzia di alcune aree periferiche.

Gli accertamenti proseguono: gli inquirenti hanno cautamente definito la dinamica come parte di un quadro più ampio di attività illegali, non tracciabile in una singola notte. Restano da chiarire i collegamenti tra la vicenda di via Sartania, la fuga in Tangenziale e la possibile matrice organizzata legata al narcotraffico nel contesto della faida camorrista del litorale flegreo. Le prossime ore saranno decisive per capire se la vicenda rientri in una nuova fase di scontri tra gruppi criminali o rappresenti solo l’episodio di una settimana particolarmente turbolenta.

In questa cornice, le forze dell’ordine hanno ribadito che non si troncherà la loro azione di controllo del territorio, con una attenzione particolare alle dinamiche famigliari e ai legami tra vittime e potenziali autori di reati. Le indagini proseguono per definire responsabilità, contorni e sviluppi di questa vicenda che torna a mettere in evidenza quanto la camorra continui a intrecciare legami familiari e dinamiche di narcotraffico nelle strade della città.

Fonte: www.cronachedellacampania.it

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