Dodici anni dopo il crollo del fregio all’ingresso della Galleria Umberto I, in via Toledo, la famiglia di Salvatore Giordano continua a lottare per il risarcimento integrale. Napoli, oggi come allora, è chiamata a fare i conti con una vicenda che ha segnato profondamente un’intera comunità e che, nonostante una sentenza penale ormai definitiva, non ha ancora trovato completa chiusura economica.
A denunciare lo stallo sono gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, legali della famiglia. Dopo l’esito del processo penale, che ha visto una condanna definitiva sul fronte giudiziario, è stata fissata un’udienza del contenzioso civile per il 15 gennaio davanti alla giudice Ragosta del Tribunale di Napoli. In quell’occasione la famiglia chiederà la quantificazione complessiva dei danni, oltre a ribadire la necessità di attribuire una responsabilità a chi ha ritardato ingiustificatamente i pagamenti. L’individuazione della ripartizione delle responsabilità resta quindi uno dei nodi centrali della vicenda civile.
La battaglia legale non restringe il campo ai soli risarcimenti davanti al giudice civile. I legali annunciano anche un esposto formale alla Procura regionale della Corte dei Conti per verificare eventuali profili di danno erariale. L’obiettivo è stabilire se la mancata liquidazione tempestiva abbia provocato un aggravio sulle casse pubbliche, comprensivo di rivalutazioni, spese legali e interessi maturati in oltre un decennio. In parallelo, la difesa anticipa la pubblicazione di un libro d’inchiesta che ripercorrerà responsabilità, omissioni e ritardi burocratici legati all’intera vicenda.
Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la famiglia Giordano guarda al futuro con determinazione, convinta che la piena giustizia passi non solo attraverso una sentenza civile di risarcimento, ma anche attraverso un’analisi critica di tempi, procedure e costi che hanno prolungato oltre misura una ferita per Salvatore e per i suoi cari. Nel frattempo, la memoria del quattordicenne di Marano resta al centro del racconto pubblico, come monito per evitare che il peso di ritardi e incertezze finanziarie sovrasti una tragedia già consolidata nella memoria collettiva.
In questa cornice, la Galleria Umberto I resta simbolo di un incidente che ha legato un’esistenza a una vicenda giudiziaria lunga e complessa. Il 15 gennaio potrebbe segnare una svolta nelle ricostruzioni di responsabilità e nei tempi di liquidazione, ma resta da osservare se il sistema riuscirà a tradurre in atti concreti un risarcimento realmente adeguato e tempestivo, compatibilmente con le pronunce penali e con le verifiche contabili che l’intera vicenda imporrà. Così, la famiglia Giordano prosegue la sua strada, intrecciando le tappe processuali con la fatica di una burocrazia che ancora deve dimostrare di non spezzare ulteriormente i sogni di chi ha perso tutto in poche attimi di cronaca.
Fonte: cronachedellacampania.it
