Napoli guarda al futuro della rigenerazione di Bagnoli-Coroglio come a un modello di sicurezza integrata, in cui protezione, salute e sviluppo convivono grazie a una stretta alleanza tra ricerca, istituzioni, università, imprese, comunità e soggetti del terzo settore. L’open conference annuale Construction Days, promossa dall’Istituto per le Tecnologie della Costruzione del CNR, ha riunito attori diversi intorno al tavolo della conoscenza per fare il punto su una delle attività di bonifica urbana più rilevanti del Paese. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’evento è stato ospitato nell’auditorium Porta del Parco di Bagnoli, nel cuore di un territorio in trasformazione profonda.
La scelta di Bagnoli come cornice della conferenza ha un valore simbolico oltre che operativo: il cantiere di bonifica e rigenerazione della zona rappresenta, in nuce, la sfida di coniugare necessità immediata di sicurezza con prospettive di sviluppo sostenibile. La cornice geografica non è casuale, ma significativa perché enfatizza l’idea che la sicurezza non sia solo un dato tecnico ma una condizione abitativa e sociale, da costruire insieme ai cittadini.
La parola chiave emersa dal dibattito è condivisione: una sicurezza che non si limiti a interventi strutturali, ma che comprenda nuove tecnologie, processi innovativi e un dialogo continuo tra chi progetta, chi amministra e chi vive i luoghi. Massimo Clemente, direttore del CNR-ITC, ha richiamato l’esigenza di uno sforzo congiunto tra istituzioni, centri di ricerca, università, comunità, imprese e terzo settore: la sicurezza dei Campi Flegrei può diventare un modello operativo solo se le competenze si mettono a sistema. «La sicurezza non può essere soltanto fisica», ha sottolineato, sintetizzando la direzione del confronto: strumenti, dati e governance devono accompagnare la rigenerazione, riducendo i rischi ambientali e sociali attraverso una responsabilità condivisa.
In questa cornice, l’ITC del CNR è chiamato a essere ponte tra teoria e pratica: la ricerca deve tradursi in tecnologie e percorsi concreti capaci di accompagnare la trasformazione del territorio, dall’analisi ambientale all’ingegneria delle costruzioni, fino agli strumenti di monitoraggio della sicurezza pubblica. Il focus sulle ricadute ambientali e di salute è particolarmente centrale: il contesto flegreo, con la sua sapiente complessità sismica, impone una attenzione costante a come le scoperte scientifiche possano proteggere la comunità in modo proattivo. De Rossi, subcommissario per la bonifica ambientale di Bagnoli-Coroglio, ha insistito sull’obiettivo di mettere a disposizione del territorio “le migliori intelligenze e le migliori competenze”, per accompagnare una bonifica che non sia soltanto tecnicistica, ma anche lungimirante sul piano ambientale e di sicurezza.
L’orizzonte regionale è stato integrato nella riflessione: Claudia Pecoraro, assessora della Regione alle Politiche ambientali, ha rimarcato la necessità di far convergere ambiente e politiche abitative per garantire qualità di vita, sicurezza e benessere. E la dimensione educativa, richiamata dall’Università, non resta ai margini: Andrea Mazzucchi, rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha ricordato come la scuola superiore possa mettere a disposizione del territorio competenze in ingegneria, scienze delle costruzioni e tecnologie, in un’alleanza funzionale con l’ITC del CNR.
L’attenzione al futuro di Bagnoli è stata complessivamente legata a un tema di salute pubblica e di salute degli incentivi urbani: lo scambio tra ambiente, salute e rigenerazione ha trovato espressione anche in chiave di governance integrata con l’assessore Edoardo Cosenza e in una lettura ampia che intreccia urban health e one health, come indicato da Antonio Felice Uricchio. L’esito è una prospettiva di lungo periodo: restituire al mare porzioni significative della costa, creare spazi pubblici accessibili e attendere le fasi successive di implementazione, sempre tenendo presenti ciò che resta da definire, dalle tempistiche ai modi concreti di cooperazione tra soggetti pubblici e privati. In questa cornice, la conferenza non propone solo idee, ma traccia una mappa operativa per una rigenerazione che mette al centro la sicurezza, la salute e la partecipazione delle comunità.
