In un lembo selvoso dei Monti Lattari, dove la vegetazione sembra proteggere infrastrutture clandestine, è stata scoperta una cassaforte del crimine sepolta sotto strati di fango e terra. Località Franche di Sotto, sui confini tra Pimonte e Gragnano, è il punto in cui l’operazione antindrangheta Continuum Bellum IV ha messo a nudo una rete di deposito e manomissione rifornimenti legata al traffico di droga.
Il blitz è stato condotto dai carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, coadiuvati dagli specialisti dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”. Un lavoro meticoloso, eseguito tra sentieri impervi e cunicoli naturali, che ha richiesto passi silenziosi, occhi attenti e una notevole resistenza fisica da parte degli uomini impiegati nell’operazione. L’esito è stato immediatamente chiaro: una menomata invisibilità del crimine trasformata in evidenza tattica.
Sotto una stratificazione di terra e fanghiglia, i militari hanno recuperato una vera e propria cassaforte sotterranea: all’interno sono stati rinvenuti 74 chili di marijuana già essiccata, pronta allo smistamento verso le piazze di spaccio. Un quantitativo significativo che, oltre al valore intrinseco, riguarda la rete di distribuzione che dal cuore dei boschi arriva alle vie della criminalità cittadina.
Ma non è tutto. L’escavatore della criminalità, apparentemente organizzato, aveva predisposto un magazzino logistico e militare tra le alture dei Monti Lattari: sono stati rinvenuti 41 proiettili di vario calibro, di cui 18 munizioni destinate a fucili d’assalto tipo AK-47, tre passamontagna e un kit completo per la pulizia e la manutenzione delle armi. Un mix che indica l’intenzione di non limitarsi a coltivare prodotto stupefacente, ma a proteggersi con una presenza armata ben organizzata all’interno di un territorio difficilmente controllabile dall’esterno.
Il ritrovamento rientra in una cornice più ampia di azioni mirate a interrompere il flusso economico e logistico delle reti criminali sui Monti Lattari. Proprio nelle settimane precedenti, l’operazione Continuum Bellum ha individuato altre piantagioni nascoste, depositi di armi clandestine e persino elementi di denaro contraffatto, segni concreti di una strategia di controllo del territorio da parte dei gruppi legati al comprensorio stabiese. Nonostante non siano stati registrati fermo in flagranza al momento, gli investigatori mantengono alta l’attenzione sulle vie di fuga che il territorio montuoso offre a chi opera nell’illegalità.
Quanto vale questo colpo al sistema della droga? Il peso complessivo dello stupefacente, unito all’arsenale rinvenuto, rappresenta una perdita economica stimata superiore al milione di euro per l’organizzazione criminale interessata. Una contrazione al momento non sufficiente a spingere al tutto esaurito, ma che segna un segnale forte: i boschi dei Lattari non sono solo luoghi d’allevamento illegale, ma vere e proprie roccaforti dove la violenza si mischia a logistica e contabilità criminale.
La cornice geografica resta fondamentale: Franche di Sotto, al confine tra Pimonte e Gragnano, è un contesto territoriale dal quale emergono schemi di controllo che vanno oltre la semplice coltivazione. L’operazione, dunque, nasce non da un singolo episodio, ma da una strategia di contrasto al business della droga e alle sue infrastrutture, che le forze dell’ordine cercano di decostruire passo dopo passo.
Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, l’indagine continua a muoversi su più fronti, con l’obiettivo di chiarire chi gestisce questa rete e quale è la portata esatta del suo arsenale. Nel frattempo, il territorio resta sorvegliato e le forze dell’ordine proseguono le attività di monitoraggio e controllo, convinte che ogni ritrovamento possa fornire indizi utili per spezzare una dinamica criminale radicata in una regione dove la conformazione del territorio impone scelte tattiche complesse e lente.
