Titolo: Nerano, opere tra mare e paesaggio: sequestro preventivo al Villaggio di Nettuno sotto i riflettori della tutela
Il Gip di Torre Annunziata ha emesso un sequestro preventivo su una serie di opere realizzate all’interno del Villaggio di Nettuno, a Marina del Cantone-Nerano, Massa Lubrense, nell’ambito di un’indagine della Procura della Repubblica volta a verificare violazioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio. L’intervento rientra in un contesto di particolare pregio paesaggistico situato a ridosso del pubblico demanio marittimo.
L’avvio dell’inchiesta è stato accompagnato da un sopralluogo della Guardia costiera di Castellammare di Stabia, effettuato insieme ai tecnici del Comune di Massa Lubrense. Dalla verifica è emerso che l’area protagonista degli interventi è inserita in una cornice di tutela che mira a salvaguardare il valore paesaggistico della costa. Come riportato dai documenti acquisiti, l’esame della documentazione tecnico-amministrativa ha consentito di rilevare modifiche strutturali prive dei necessari titoli paesaggistici.
Gli accertamenti hanno puntato soprattutto su interventi eseguiti nella zona solarium-piscina e lungo i percorsi di collegamento verso la spiaggia. Secondo l’impostazione accusatoria al momento seguente al fascicolo del Gip, le variazioni riscontrate non risultano accompagnate dalle autorizzazioni previste per la tutela paesaggistica, in un territorio dichiarato di notevole interesse pubblico e soggetto alle misure previste dal Codice dei beni culturali.
La decisione di sequestrare le opere è stata motivata dal timore che la libera disponibilità e l’uso degli interventi, soprattutto in chiave turistico-ricreativa, potessero aggravare o protrarre le conseguenze del reato ipotizzato, incidendo ulteriormente sull’integrità del bene tutelato. L’operazione rientra in una cornice di azioni coordinate tra la Procura di Torre Annunziata, la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Castellammare di Stabia e le altre forze di polizia ambientale, con l’obiettivo di prevenire condotte che possano compromettere aree costiere e beni tutelati.
Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari. Il sequestro preventivo è suscettibile di impugnazione davanti al Tribunale del Riesame. In ogni caso, resta ferma la presunzione di innocenza: l’indagato non è considerato colpevole finché non interviene una sentenza irrevocabile. Stando alle informazioni disponibili, l’esito dell’esame della documentazione e delle verifiche operative confermerebbe o meno la necessità di misure ulteriori nell’ottica della tutela del paesaggio costiero.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’istruttoria appare intrecciare elementi di carattere tecnico-amministrativo con la salvaguardia dell’area costiera, rendendo evidente come la dimensione paesaggistica possa guidare decisioni giudiziarie anche in contesti turistici di rilievo. Il caso, ancora aperto, riflette una linea di intervento della Procura finalizzata a chiarire se e quali opere possano convivere con vincoli paesaggistici senza compromettere l’assetto naturale e culturale della costa.
Nel panorama territoriale, Massa Lubrense e la sua fascia costiera continuano a essere monitorate attentamente per preservare i beni ambientali e paesaggistici. L’intera vicenda rimane in uno stato di sviluppo, con ulteriori accertamenti che potrebbero delineare scenari differenti: dall’esame della regolarità delle autorizzazioni alla valutazione di eventuali misure successive da parte del Tribunale del Riesame.
