Napolive
Ultime Notizie

Maradona: la procura descrive assistenza domiciliare carente a Tigre e sette imputati sotto processo

Maradona: la procura descrive assistenza domiciliare carente a Tigre e sette imputati sotto processo

Processo Maradona: requisitoria contro una gestione sanitaria ritenuta carente e temeraria

San Isidro, 8 ottobre 2026 – In tribunale, la requisitoria del procuratore capo Patricio Ferrari ha centrato l’attenzione sulla gestione delle ultime settimane di vita di Diego Armando Maradona, descrivendo una cura domiciliare definita dall’accusa “carente” e segnata da una vulnerabilità non adeguatamente tutelata. Dopo sei mesi di udienze e 45 sessioni, il processo sulla morte del campione argentino entra nella fase conclusiva, tra richieste dell’accusa e arringhe della difesa. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la linea centrale resta invariata: nelle fasi finali della vita di Maradona, l’assistenza sarebbe stata fornita in condizioni non conformi al livello di monitoraggio che la situazione richiedeva.

“Disorganizzazione totale” e una struttura quasi anarchica, ha denunciato il magistrato, descrivendo un team di professionisti che, a suo avviso, avrebbe progressivamente smarrito la percezione della comorbilità e della fragilità del paziente. Secco l’affondo: una cura che non ha valorizzato la particolare vulnerabilità del paziente, con una serie di decisioni che, secondo gli inquirenti, hanno aumentato i rischi invece di contenerli. In tutto sono sette gli imputati tra medici, psichiatri, psicologi e infermieri, chiamati a rispondere delle presunte negligenze riferite all’assistenza domiciliare fornita a Maradona nel novembre 2020.

Uno dei nodi principali è la scelta di non spostare l’ex fuoriclasse in una struttura sanitaria dove sarebbe potuto essere seguito con un monitoraggio continuo. La casa affittata a Tigre per la convalescenza, hanno sostenuto i pubblici ministeri, non era attrezzata per un’emergenza: mancava un letto ospedaliero, mancava un defibrillatore, mancava un kit per le infusioni e non era garantita la disponibilità di un’ambulanza pronta ad intervenire. Per Ferrari si è trattato di un’assistenza “carente e temeraria”, sintetizzando così quel vuoto strutturale che, a suo avviso, avrebbe potuto fare la differenza in una situazione così delicata.

Nel corso dell’istruttoria sono stati messi in fila i segnali clinici emersi nei giorni precedenti la morte: edema, ascite, difficoltà respiratorie e tachicardia, osservazioni che, a detta della procura, non sarebbero state affrontate con la tempestività necessaria. “La morte di Diego Armando Maradona non è arrivata dal nulla” ha ricordato il viceprocuratore Cosme Iribarren, richiamando i lavori della commissione medica interdisciplinare istituita nel 2021 per ricostruire le circostanze del decesso. Per l’accusa, il peggioramento non sarebbe stato improvviso e avrebbe dovuto stimolare un intervento più incisivo da parte dell’equipe.

In aula è stata mostrata un’immagine estremamente evocativa: Maradona sul letto di morte, l’addome gonfio, una fotografia che ha toccato profondamente le figlie presenti all’udienza. Ferrari ha indicato quel ritratto come la chiara rappresentazione di ciò che la procura ha sostenuto fin dall’inizio: una serie di decisioni, omissioni e in alcuni casi una gestione dell’emergenza che non avrebbe garantito le condizioni minime di sicurezza necessarie.

Maradona morì il 25 novembre 2020, all’età di 60 anni, a Tigre, a seguito di una crisi cardiorespiratoria associata a edema polmonare. Da allora la domanda resta aperta: quella morte era inevitabile o una diversa gestione dell’assistenza avrebbe potuto evitarla? È su questo interrogativo che si sta consolidando il dibattito processuale, con la difesa che sostiene la mancanza di responsabilità individuali tra gli imputati, tra cui Leopoldo Luque, storico medico di fiducia dell’ex campione, proponendo una lettura basata sui ruoli e sulle competenze.

La procedure si avvicinano alla fase decisionale: dopo le requisitorie dell’accusa, la difesa porterà avanti le proprie conclusioni e le ultime udienze sono attese nelle prossime settimane. La sentenza, si prevede, arriverà soltanto dopo l’esame di tutte le prove e delle loro implicazioni penali. Sei anni dopo la morte di uno dei simboli del calcio mondiale, la giustizia italiana e argentina osserveranno con interesse la prova di responsabilità che, se confermata, potrebbe ridefinire la lettura pubblica di quanto accaduto nell’ultimo periodo di vita di Maradona.

Aggiornamenti

Ultime notizie

Tutte le notizie →