Je so’ pazzo: Napoli sul grande schermo per raccontare Pino Daniele
Je so’ pazzo, il film di Nicola Prosatore dedicato a Pino Daniele, arriva nelle sale italiane il 15 ottobre 2026. Presentato in anteprima alla sezione Grand Public della 21ª Festa del Cinema di Roma, il progetto propone una lettura cinematografica della vita dell’artista napoletano, ben oltre la semplice biografia musicale.
Prosatore firma la sceneggiatura insieme a Edoardo Puma e Carlo Salsa. Nel ruolo del protagonista si alternano Massimiliano Caiazzo e un cast che comprende Mariasole Pollio, Giovanni Ludeno, Giuseppe Brunetti, Leonardo Bianconi, Monica Nappo e Antonia Truppo, con Giampiero De Concilio e la partecipazione di Massimiliano Rossi, Demi Licata, Mirko Della Vecchia, Riccardo Betteghella, Andrea Garofalo, Luca Chikovani, Yuri Pascale Langer, Ettore Mirabilia, Matteo Trapanese e Michele Gargiulo. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la pellicola è prodotto da Filippo Valsecchi ed è una produzione Tartare Film e Camfilm con Rai Cinema. Il sostegno istituzionale arriva dal Ministero della Cultura – Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo – e dalla Regione Campania – Piano per la cultura e il turismo 2024/2025.
La pellicola si propone come un ritratto intenso dell’uomo nato tra i vicoli di Napoli, capace di rinnovare la scena musicale italiana fondendo blues, jazz e tradizione partenopea. Il racconto segue l’inesauribile lotta di Daniele tra le sue origini, la fatica dei primi passi e la ricerca di una voce che potesse parlare non solo attraverso la musica, ma anche attraverso una città che lo ha sempre accolto con attesa.
Dal punto di vista narrativo, Je so’ pazzo privilegia la dimensione personale e famigliare: l’infanzia segnata dall’abbandono, i rapporti con il padre, le tensioni interne legate al successo e la tensione tra aspettative esterne e inquietudini interiori. Il film ricostruisce anche il momento simbolo della carriera, il leggendario concerto del 1981 davanti a circa 200.000 persone, usando questa cifra come chiave per comprendere quanto la scena partenopea abbia inciduto sull’immaginario collettivo italiano.
L’opera propone una lettura non celebrativa ma multidimensionale: non si tratta solo di una storia di talento e notorietà, ma di una riflessione sull’identità di un uomo che, pur avendo raggiunto una visibilità epocale, ha dovuto confrontarsi con i rapporti familiari, le fragilità personali e il peso delle radici. Il film posiziona la città di Napoli non come sfondo, ma come protagonista silenzioso, capace di modellare e sostenere la voce del musicista lungo un percorso di crescita, esplorando il contesto geografico e sociale che ha alimentato la sua evoluzione artistica.
Con questa pellicola, gli spettatori sono invitati a misurarsi con una narrazione che coniuga memoria, arte e identità civile: una testimonianza critica di come la musica possa esprimere ciò che le parole faticherebbero a dire, e di come una leggenda personale sia anche una traccia della città che l’ha generata. Je so’ pazzo si pone quindi come una lettura originale della stessa vicenda, capace di offrire nuove chiavi interpretative senza cambiare i fatti di base: l’inizio difficile, la ribellione creativa, la consacrazione e le battaglie interiori di Pino Daniele, narrate attraverso una regia che guarda al tempo presente senza rinunciare al valore storico della figura.
Fonte originaria: www.cronachedellacampania.it
