Casalnuovo, Napoli – Nuovi accertamenti sono stati disposti sul residence “I Platani” per chiarire se la struttura sia stata interessata da una presumibile maxi lottizzazione abusiva. La gip del Tribunale di Nola, Teresa Valentino, ha infatti accolto l’istanza di proseguire le indagini e ha ordinato di approfondire la materia con riferimenti temporali e documentali aggiornati. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’inchiesta coinvolge sei persone, ora indagate nel procedimento in corso.
La genesi della vicenda risale a due denunce presentate nel 2019 e nel 2024 da un proprietario di uno degli immobili, assistito dall’avvocato Salvatore Barbuto. Le esposizioni hanno acceso i riflettori sull’uso e sulla destinazione d’uso degli appartamenti all’interno delle due palazzine che compongono il complesso. In particolare, l’indagine si concentra sulla possibilità che l’immobile sia stato costruito e impiegato originariamente per finalità turistico-alberghiere, ma con una successiva trasformazione reale in residenze individuali o in locazioni a lungo termine.
Tra i pezzi emersi dalla documentazione esaminata dai magistrati, alcune unità risultano essere state messe in vendita come abitazioni, mentre altre sono state affidate in locazione per periodi prolungati, determinando di fatto una funzione residenziale del complesso. Le denunce ricordano inoltre che, inizialmente, molte abitazioni erano prive di arredamento e non destinate a un uso immediato. Con il passare degli anni, però, una parte degli immobili sarebbe stata venduta o destinata all’affitto di lunga durata, portando all’insediamento stabile di circa cinquanta famiglie.
Il cuore della questione rimane la presunta variazione di destinazione d’uso da turistico a residenziale: una trasformazione urbanistica che, stando alle perizie e alle valutazioni in corso, potrebbe non essere stata accompagnata dai relativi aggiornamenti normativi e procedurali. Anche il Tar della Campania, in passato, ha sollevato dubbi su atti del Comune di Casalnuovo relativi a questa trasformazione, invitando a una verifica più rigorosa degli atti adottati nel contesto del complesso.
Ieri la gip ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura e ha accolto l’istanza dei proprietari interessati, stabilendo che ulteriori accertamenti debbano essere svolti entro tre mesi. In pratica, gli investigatori sono chiamati a ricostruire con maggiore precisione la “natura reale” del residence: si tratta ancora di verificare se l’area sia destinata a finalità ricettive o se, nel corso del tempo, sia effettivamente diventata un complesso residenziale privato. Il procedimento resta in una fase di indagine, e le persone coinvolte continuano a essere considerate indagate fino a eventuale pronuncia definitiva.
Il leitmotiv dell’inchiesta resta la compatibilità tra la destinazione d’uso prevista dai progetti originari e l’utilizzo effettivo nel tempo. Un tema che tocca non soltanto la gestione urbanistica del quartiere, ma anche le ricadute su chi vive e lavora nell’area, con riflessi potenzialmente rilevanti sul piano delle procedure amministrative e della tutela della proprietà privata. Le prossime settimane dovranno offrire elementi concreti sulle finalità reali del complesso e su eventuali responsabilità capaci di emergere dalle verifiche in corso.
