In Casalnuovo di Napoli una vicenda di presunti abusi sessuali su un dodicenne avanza verso la fase dibattimentale, dopo una lunga parabola di accertamenti: denuncia dei genitori, confessione dell’indagato, custodia cautelare e una decisione di giudizio immediato fissata per il 1° dicembre 2026. L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura di Nola e affidata al contesto di indagini svolte dal commissariato di polizia locale.
I fatti, come ricostruito dagli investigatori, risalgono al tardo pomeriggio del 13 giugno 2026. Il minore era entrato in un negozio nelle vicinanze di casa per una semplice commissione. Secondo la ricostruzione, il commerciante di 47 anni avrebbe guadagnato la fiducia del ragazzo con domande sulla scuola, per poi condurlo nel retrobot verste dove, sotto una presunta improvvisa necessità di una ricerca via computer, sarebbero avvenuti gli abusi contestati. Al ritorno a casa il bambino risultava evidentemente scosso, e i genitori hanno immediatamente confidato quanto accaduto, presentando denuncia alle forze dell’ordine.
Luinquanto emerso nelle successive verifiche, l’indagato si è presentato senza indugi in commissariato accompagnato dal proprio legale e ha ammesso le violenze. L’esame investigativo ha quindi proceduto per accertare con chiarezza quanto denunciato, mantenendo ferma la presunzione di innocenza e la prudenza tipica di un’indagine in corso. Nell’impostazione procedurale, la magistratura ha ritenuto necessario approfondire con ulteriori accertamenti, tra cui una valutazione medica e psicologica del minore.
La prima tappa processuale è arrivata con l’imposizione della custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo, eseguita dalla polizia nella seconda metà di giugno, su richiesta della Procura. Il gip del Tribunale di Nola ha fondato la misura sull’ipotesi di violenza sessuale aggravata ai danni di un minore di 14 anni, in una cornice che resta comunque soggetta a conferme o modifiche a seconda dell’evoluzione delle indagini e del dibattimento.
A dove la vicenda ha suscitato una forte indignazione nella comunità locale, ha accompagnato anche una mobilitazione pubblica: una fiaccolata ha radunato circa cento persone per esprimere vicinanza al minore e chiedere risposte chiare alle istituzioni.
Sul fronte istruttorio, il 7 luglio è stato celebrato un incidente probatorio con l’obiettivo di acquisire una testimonianza protetta del minore, per ridurre al minimo le reiterazioni del racconto durante il processo. La successiva valutazione psicologica ha concluso che il ragazzo possiede piena capacità cognitiva e che il suo racconto risulta pienamente attendibile, un esito ritenuto rilevante per la ricostruzione accusatoria e per l’andamento del procedimento.
Il 2 ottobre, infine, il gip Teresa Valentino ha accolto la richiesta della Procura di procedere con il giudizio immediato, determinando che l’indagato comparirà davanti al Tribunale di Nola il 1° dicembre 2026 per rispondere delle accuse. Il meccanismo del giudizio immediato permette di passare direttamente al dibattimento senza l’udienza preliminare, quando i presupposti di legge sono soddisfatti.
Sul piano civile si è inserita una mediazione economica: una proposta di risarcimento di 25mila euro rivolta alla famiglia del minore, recapitata tramite l’avvocato dell’indagato. I genitori hanno respinto la somma come non congrua rispetto alle sofferenze e alle conseguenze riportate. «Rispediamo al mittente la proposta fattaci pervenire attraverso il suo avvocato, che riteniamo assolutamente non congrua rispetto alle violenze subite», ha dichiarato l’avvocato Francesco Petruzzi, precisando che la somma è trattenuta come acconto in attesa dello sviluppo della controversia risarcitoria. La questione civile resta separata dal procedimento penale: l’offerta non incide sull’accusa né sull’esito del processo.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la ricostruzione della vicenda proseguirà tra udienze, testimoni e verifiche delle prove. Nei prossimi mesi si attendono sviluppi significativi sia sul piano giudiziario che su quello delle eventuali parti civili. La vicenda resta annotata come caso di cronaca giudiziaria delicata, che mette in luce la necessità di verifiche rapide e di tutele adeguate per i minori, nonché la netta separazione tra responsabilità penale e accordi risarcitori.
