Caivano, vertice prefettizio su PPG: sicurezza e occupazione al centro della ripartenza
Caivano resta al centro della questione PPG Industries Italia: un vertice convocato dal prefetto Michele di Bari serve a fare il punto su sicurezza, occupazione e un possibile ritorno in attività dello stabilimento di Pascarola, sequestrato a seguito della fuoriuscita di solventi.
Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, all’incontro hanno preso parte il sindaco di Caivano, esponenti dell’assessorato al Lavoro della Regione Campania, i vertici e i dirigenti della casa madre, i rappresentanti dell’Unione Industriali di Napoli e i legali della società; erano presenti anche le rappresentanze confederali di Cgil, Cisl e Uil, insieme ai segretari delle rispettive categorie di settore.
Durante la riunione è stata ribadita la necessità di salvaguardare i posti di lavoro in parallelo a una gestione rigorosa della sicurezza. L’azienda ha comunicato l’avvio delle procedure per la Cassa Integrazione guadagni ordinaria (CIGO) per 13 settimane, una misura pensata per garantire una copertura salariale ai dipendenti durante il periodo di fermo imposto dall’ordinanza giudiziaria.
Il tavolo ha sottolineato che la questione occupazionale è strettamente legata all’iter per la riapertura del sito, attualmente sottoposto a sequestro preventivo. L’obiettivo condiviso è accompagnare i lavoratori verso una ripresa dell’attività in condizioni di massima sicurezza, senza rinunciare al rispetto delle prescrizioni del tribunale.
Per quanto riguarda le prospettive future, la dirigenza ha indicato una possibile ripresa del volumi produttivi entro il 2027, con una previsione di crescita compresa tra il 3% e il 5%. Una stima che, secondo l’azienda, confermerebbe il potenziale di sviluppo dell’impianto di Caivano nonostante la fase di difficoltà attuale.
Nel corso del confronto è stato ricordato che negli ultimi cinque anni PPG Industries Italia ha investito circa 17 milioni di euro, destinando oltre la metà delle risorse al miglioramento della sicurezza sul lavoro e agli interventi di tutela ambientale, elementi chiave per accompagnare una futura riapertura in condizioni adeguate.
Il dissequestro dell’impianto resta legato all’esito delle verifiche e al rispetto delle prescrizioni necessarie a garantire la salubrità di lavoratori e residenti. L’auspicio emerso dal tavolo è di giungere a una soluzione operativa nel minor tempo possibile, con una cornice di legalità e trasparenza.
La Prefettura di Napoli ha confermato che continuerà a monitorare la situazione, impegnandosi a contenere le ricadute occupazionali della sospensione e a favorire gli strumenti disponibili per guidare la transizione verso una ripresa produttiva che tuteli l’incolumità pubblica e l’ambiente circostante.
