Napolive
Ultime Notizie

Caivano: Calignano morto sul lavoro, datore di lavoro sottoposto agli arresti domiciliari nell’inchiesta

Caivano: Calignano morto sul lavoro, datore di lavoro sottoposto agli arresti domiciliari nell’inchiesta

Caivano (Napoli) – Una caduta dall’alto di un capannone della zona industriale di Caivano è costata la vita a Salvatore Calignano, 61 anni, deceduto all’ospedale di Giugliano in Campania il 3 ottobre, dopo giorni di ricovero. L’inchiesta in corso mette al centro una serie di elementi: condizioni di lavoro ritenute irregolari, la dinamica della caduta e un tentativo, secondo gli investigatori, di cambiare la versione dei fatti da parte del datore di lavoro. Sezione dopo sezione, gli elementi emergono da testimonianze, verifiche tecniche e filmati delle telecamere presenti nell’area.

Secondo quanto emerso dalle verifiche condotte dai carabinieri, Calignano sarebbe stato al lavoro senza adeguati dispositivi di protezione, in una situazione ancora da chiarire per la regolarità del rapporto di impiego. Una delle testimonianze raccolte nei primi giorni dell’inchiesta avrebbe riferito che, subito dopo l’incidente, il datore di lavoro avrebbe suggerito una narrazione alternativa dell’accaduto, orientando l’operaio a dichiarare di essere stato investito da un veicolo per facilitare una eventuale definizione di incidente stradale anziché infortunio sul lavoro. La ricostruzione, pur restando al centro delle verifiche, non è stata né confermata né smentita in modo definitivo: restano da accertare cause e responsabilità e, allo stato, non si tratta di una sentenza su chi possa aver avuto prefissate intenzioni, ma di una possibile linea investigativa in corso. Come emerge dall’inchiesta, la portata di questa ipotesi verrà valutata dal magistrato competente insieme agli accertamenti tecnici. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, l’indagine sta procedendo con l’esame delle testimonianze e la verifica delle posizioni contrattuali dei lavoratori coinvolti.

Un altro aspetto chiave riguarda la posizione contrattuale del 61enne: gli accertamenti dell’Ispettorato del Lavoro hanno evidenziato che la registrazione del contratto sarebbe avvenuta solo dopo l’incidente, con decorrenza dal giorno precedente al fatto. Conferme o confutazioni su questa circostanza verranno valutate nel contesto delle verifiche sulla sicurezza e sul rispetto delle norme in materia di lavoro. L’ipotesi di irregolarità, se provata, potrebbe incidere anche su responsabilità potenzialmente collegate alle condizioni operative del capannone.

Le immagini registrate dalle telecamere della zona industriale hanno fornito un contributo decisivo per la ricostruzione della timeline dei minuti che hanno preceduto la caduta. I fotogrammi sembrano mostrare Calignano insieme ad altri due operai sul tetto; dopo pochi istanti, gli altri lavoratori avrebbero raccolto i propri effetti personali e sarebbero subito scesi, lasciando l’operaio a confrontarsi con la gravità della situazione. Un dettaglio che aiuta a contestualizzare la dinamica dell’ultimo tratto di percorso prima della caduta, avvenuta, secondo le verifiche autoptiche, da un’altezza di circa otto metri.

Sul posto, l’intervento di soccorso ha visto coinvolti anche il datore di lavoro, presente immediatamente dopo l’impatto. I soccorsi sono stati attivati tramite il 118 e l’ambulanza è giunta sul luogo senza tergiversare. Le indagini hanno escluso spostamenti del corpo dopo la caduta: l’intervento è avvenuto nel punto esatto in cui si trovava l’operaio al momento del balzo, un dettaglio che — in chiave investigativa — continua a essere incrociato con la posizione dei presenti e con le condizioni di sicurezza del cantiere.

L’esame autoptico ha fornito un tassello imprescindibile per la ricostruzione: le fratture riscontrate dallo staff medico sono compatibili con una caduta da notevole altezza, indicativamente otto metri, rafforzando l’ipotesi di una caduta accidentale durante lo svolgimento dell’attività lavorativa. La famiglia della vittima ha affidato all’avvocato Francesco Petruzzi la comunicazione dei risultati, affinché si possa fare chiarezza sui motivi e sulle circostanze che hanno portato a questa tragedia.

L’inchiesta, coordinata dalle procure competenti, prosegue a tutto campo per definire ogni eventuale responsabilità connesse alle condizioni di lavoro sul capannone e al rispetto delle norme di sicurezza. Restano da verificare, tra l’altro, l’effettiva regolarità del rapporto di impiego e la natura degli eventuali comportamenti tenuti dal datore di lavoro prima e dopo l’incidente. Le ipotesi investigative, come sempre, si misurano contro i principi di presunzione di innocenza e contro la necessità di accertare i fatti in sedi appropriate, nel rispetto delle norme e della dignità delle persone coinvolte. L’esame di ulteriori testimonianze e l’analisi di ulteriori elementi tecnici continueranno a chiarire cosa sia realmente accaduto quel giorno nella zona industriale di Caivano.

Aggiornamenti

Ultime notizie

Tutte le notizie →