Patrizio Spasiano, 19 anni: memoria, attesa di giustizia e responsabilità da accertare nel caso Gricignano d’Aversa
Aversa – Una tragedia sul lavoro che continua a chiedere chiarezza e risposte: Patrizio Spasiano, dipendente della cooperativa Cofrin, perse la vita il 10 gennaio 2025 all’interno dello stabilimento Frigocaserta di Gricignano d’Aversa, a seguito di una drammatica fuga di ammoniaca. Nei mesi successivi la famiglia ha chiesto giustizia, e la cronaca giudiziaria ha seguito ogni sviluppo, anche quando la dinamica processuale ha comportato rinvii e attese. (Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la vicenda resta al centro dell’attenzione pubblica e istituzionale.)
L’udienza preliminare davanti al GUP del Tribunale di Napoli Nord, prevista inizialmente per gennaio, è stata spostata al 21 gennaio 2027 per motivi tecnici. L’ipotesi accusatoria riguarda omicidio colposo nei confronti di cinque persone, ritenute responsabili a vario titolo di negligenze legate alla sicurezza sul lavoro: Domenico Razzano, legale rappresentante della Frigocaserta e committente dei lavori; Alfonso Avola, legale rappresentante della cooperativa Cofrin e datore di lavoro della vittima; Erasmo Avola, preposto al cantiere; Alfredo Migliore, coordinatore della sicurezza; e Roberto Pescia, responsabile dei lavori. Sarà compito del giudice valutare se disporre il rinvio a giudizio per un processo che dovrà chiarire responsabilità e responsabilizzazioni nel contesto di una tragedia che ha colpito una famiglia e una comunità.
Dalla ricostruzione della Procura, Patrizio si trovava sul posto per interventi di manutenzione quando, durante una manovra di cantiere, un trabattello avrebbe urtato un manometro provocandone la rottura. Da quel punto si sarebbe originata la fuoriuscita di gas ammoniaca, con esiti letali per il giovane, che avrebbe subito un grave edema polmonare acuto in pochi attimi. L’attenzione investigativa, quindi, resta concentrata sull’origine dell’incidente e sulle misure di sicurezza adottate in cantiere, temi che la difesa e gli inquirenti dovranno precisare nel corso degli accertamenti.
All’esterno del palazzo di giustizia di Aversa, fin dalle prime ore, la scena è stata dominata dal dolore della famiglia e dalla determinazione della piazza. I genitori di Patrizio, Simona Esposito e Armando Spasiano, hanno trovato nelle parole di sostegno e nella presenza di militanti e cittadini una cornice di memoria e richieste di verità. Accanto a loro, attivisti del sindacato Usb, studenti, militanti di Potere al Popolo e semplici cittadini hanno esposto striscioni e slogan, tra i quali spiccava la scritta: «Verità e giustizia per Patrizio Spasiano, morto a 19 anni sul lavoro». Un contesto di mobilitazione civile che accompagna la fase giudiziaria, ricordando quanto la sicurezza sul lavoro sia una questione aperta e sentita nelle comunità della Campania.
Questo caso pone al centro una riflessione cruciale sulla cultura della prevenzione e sulle responsabilità delle figure aziendali coinvolte in attività industriali. L’esito del procedimento, che potrebbe avviare un processo vero e proprio, dipenderà dall’esito degli accertamenti e dalle prove che emergeranno nel corso della futura fase dibattimentale. Per il momento, però, il filo conduttore rimane lo stesso: una famiglia che chiede verità, una comunità che osserva e una Procura che continua a verificare cosa sia accaduto quel giorno e chi ne sia effettivamente responsabile.
In attesa di nuove verifiche e di chiarimenti definitivi, la sentenza in potenza del 21 gennaio 2027 si presenta come un passaggio cruciale per capire se le misure di sicurezza siano state adeguate e se le responsabilità siano state tutte imputate nel modo corretto. Restano aperte domande sulle dinamiche interne al cantiere, sulle procedure adottate e sulle conseguenze concrete di un incidente che ha segnato profondamente una famiglia, una cooperativa e una comunità intera.
