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Avellino: IA nei quiz della patente, denunciato un 29enne

Avellino: IA nei quiz della patente, denunciato un 29enne

A Avellino, durante la prova teorica per la patente organizzata dalla Motorizzazione civile, un 29enne napoletano è stato denunciato dalla Polizia di Stato per aver tentato di superare l’esame ricorrendo a un sistema di intelligenza artificiale nascosto nel telefono.

È stato l’atteggiamento del candidato a insospettire gli osservatori: il giovane maneggiava un dispositivo che, sfruttando un’IA, leggeva le domande del quiz e forniva risposte in tempo reale, come se fosse un assistente hi-tech al suo servizio.

Dopo la scena, gli agenti hanno sequestrato il dispositivo e denunciato il ventinovenne. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, le indagini hanno già aperto un fascicolo per identificare chi avrebbe procurato l’attrezzatura, dietro pagamento pattuito di mille euro.

Gli investigatori stanno verificando se si tratti di una rete organizzata e quale sia stato il ruolo della persona che avrebbe fornito l’apparato tecnologico, nonché la sua funzione nell’intera operativo volto a bypassare le procedure d’esame.

Questo episodio riporta l’attenzione sull’uso dell’intelligenza artificiale per aggirare verifiche ufficiali, anche in contesti pubblici come gli esami per il conseguimento della patente di guida. Le autorità escludono però di poter attribuire responsabilità senza elementi certi e stanno proseguendo gli accertamenti per delineare dinamiche, responsabilità e eventuali intrecci tra chi ha fornito lo strumento e chi l’ha impiegato.

La vicenda intreccia due realtà della Campania: Napoli, da dove proviene il candidato, e Avellino, dove è avvenuta la prova. In attesa di chiarimenti, resta confermata la denuncia e il sequestro del dispositivo, ma soprattutto l’apertura di un filone investigativo finalizzato a capire chi possa aver orchestrato l’operazione e quali misure di sicurezza saranno necessarie per prevenire simili tentativi in futuro.

Nell’immediato, l’episodio offre un necessario promemoria sulle sfide poste dall’uso scorretto dei mezzi digitali durante procedure pubbliche: maggiore attenzione, controlli più stringenti e un quadro normativo da monitorare, per non lasciare spazio a scorciatoie che mettono in dubbio la regolarità degli esami e l’affidabilità delle prove.

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