Bruno Malatesta arrestato: tra pratiche olistiche, abusi e sfruttamento di vulnerabili
Torino – È stato arrestato nell’ambito dell’operazione Asmodeo Bruno Antonio Malatesta, 59 anni, conosciuto dagli adepti come il “maestro” o il “prescelto”. L’uomo è stato accompagnato in carcere su un’ordinanza di custodia cautelare emessa nell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore di Torino Davide Pretti. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la vicenda vede al centro una presunta setta che, dietro corsi di yoga, meditazione e discipline olistiche, ingabberebbe la vita privata di numerose persone vulnerabili. L’indagine ha cercato di far emergere una dinamica di controllo psicologico, coercizione lavorativa e abusi di vario genere.
Gli elementi investigativi descrivono Malatesta come figura di riferimento di una comunità residente in ville e unità abitative intestate a società che, secondo le verifiche, sembrerebbero essere indirettamente riconducibili all’uomo. Le attività “formative” proposte—corsi di yoga, meditazione e difesa personale—avrebbero fornito l’alibi per avvicinare soggetti in condizioni di fragilità e allinearsi a un sistema di vessazioni, sia fisiche sia psicologiche. L’autorità giudiziaria ha citato in particolare una struttura di vita condivisa tra adepti, che avrebbero aderito al cosiddetto voto di povertà e, per alcune donne designate come “monache” e “ancelle”, a un voto di castità nei confronti dei partner o dei mariti, ma non nei confronti del santone.
Una parte consistente dell’accusa riguarda gli abusi sessuali su minorenni: tra le presunte vittime figurano giovani di 16 e 17 anni all’epoca dei fatti, oltre a casi di violenze ripetute presentate come terapie purificatrici. L’indagine, sostenuta anche da denunce risalenti al 2017 e da accertamenti successivi, non esclude che altre persone potrebbero aver subito simili trattamenti senza aver ancora denunciato. Le autorità hanno lanciato un appello per invitare chiunque sia stato vittima a rivolgersi alle stazioni dell’Arma competenti, al fine di fornire elementi utili alle verifiche in corso.
Un capitolo separato dell’inchiesta riguarda un’ulteriore profonda distorsione economica: Malatesta, secondo l’accusa, si sarebbe servito della propria immagine di guaritore per accumulare profitti personali, utilizzando la dipendenza psicologica delle seguaci per ampliare il proprio potere economico. In parallelo, emergono elementi secondo cui l’uomo avrebbe percepito una pensione di invalidità dall’INPS, dichiarando una condizione di impossibilità a deambulare, ma secondo gli investigatori tale incapacità sarebbe stata simulata: sarebbero stati 80.000 euro circa gli importi percepiti indebitamente.
L’operazione, ancora al vaglio degli inquirenti, ha già rivelato un quadro ricco di dettagli: oltre alle accuse di riduzione in schiavitù e maltrattamenti in famiglia, la procura ipotizza violenza sessuale aggravata e truffa aggravata ai danni dello Stato. Le decine di potenziali vittime accertate sembrano solo una parte di un fenomeno che gli investigatori ritengono possa essere molto più vasto. Per il momento, Malatesta resta in custodia cautelare in carcere, mentre le indagini proseguono per chiarire ruoli, responsabilità e eventuali ulteriori contatti con altre persone coinvolte.
La comunità investigativa resta cauta: restano da chiarire i contorni di una vicenda che mescola pratiche spirituali, potere autoritario e presunte violenze, e che potrebbe portare a nuove scoperte nelle prossime settimane. L’autorità giudiziaria proseguirà con gli accertamenti, anche per verificare l’effettiva esistenza di ulteriori vittime o di complici rimasti nell’ombra.
