Agropoli: caccia all’assassino di Walter Avallone, tra telecamere e prove in cerca di una traccia
Agropoli, 13 ottobre 2026 – Walter Avallone, operaio di 55 anni originario di Eboli, è stato trovato morto questa mattina all’interno della sua automobile, parcheggiata in prossimità della Baia di Trentova. Una ferita alla gola è emersa sul corpo, compatibile con un colpo d’arma da fuoco.
A scoprire il cadavere è stato un carabiniere libero dal servizio, impegnato in una corsa nella zona, che ha dato l’allarme. Sulla scena sono giunti i militari della stazione di Agropoli, il Nucleo operativo e radiomobile della compagnia locale e gli specialisti della Sezione investigazioni scientifiche di Salerno, ringhiati ai rilievi tecnici e alla raccolta di elementi utili alle indagini.
Le prime verifiche conducono gli investigatori a valutare l’ipotesi di un omicidio, anche se resta da definire la dinamica completa. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, mirano a ricostruire cosa sia successo e a identificare l’autore, secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it.
Gli elementi finora raccolti lasciano aperte diverse ipotesi: non è chiaro quando Avallone sia arrivato nel parcheggio, se fosse da solo o in compagnia, e se qualcuno possa averlo atteso a bordo di un’altra vettura prima di colpire. Tra le piste al vaglio degli investigatori c’è anche la possibilità che l’operaio avesse un appuntamento con una persona che potrebbe essere giunta sul luogo con un veicolo diverso, per poi allontanarsi dopo l’esito dell’azione criminale. Queste prospettive investigativi dovranno essere verificate dall’analisi degli elementi raccolti.
Per ricostruire gli ultimi movimenti della vittima, i carabinieri stanno passando al setaccio le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area di Trentova. In parallelo, gli investigatori esaminano contatti telefonici, chat e messaggi recenti per individuare eventuali appuntamenti, contrasti o situazioni che possano offrire chiavi interpretative sul contesto in cui è maturato il delitto. L’abitacolo dell’auto è oggetto di rilievi tali da rilevare tracce biologiche, impronte o altri reperti utili a identificare chi si trovasse all’interno al momento dell’aggressione.
Al momento non emergono moventi definitivi e l’inchiesta resta aperta. La vittima, incensurata, è al centro di un approfondimento volto a comprendere le sue frequentazioni e il contesto di vita, elementi indispensabili per spiegare le ragioni dell’episodio. Le attività degli investigatori proseguono su più fronti: rilievi tecnici, acquisizione di eventuali testimoni e verifica di ulteriori segnali che possano aiutare a fissare la sequenza degli eventi e dare un volto al possibile autore del delitto.
