Quirinale: sei posti per referendari amministrativi, una porta d’ingresso qualificata nel cuore della pubblica amministrazione
Il Quirinale ha avviato una procedura concorsuale pubblica per l’assunzione di sei referendari amministrativi in prova, destinati al Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la selezione è aperta a cittadini italiani in possesso dei requisiti indicati nel bando e prevede una procedura articolata con possibili preselezioni in caso di domanda superiore al doppio dei posti disponibili.
L’obiettivo, spiegano gli organizzatori, è potenziare una figura di alto profilo giuridico‑amministrativo che possa operare trasversalmente nell’apparato istituzionale. I referendari amministrativi, in prova nel ruolo della carriera direttiva amministrativa, dovrebbero occuparsi di istruttorie, atti amministrativi, supporto giuridico, gestione di procedimenti e coordinamento di attività di carattere normativo e gestionale. Il bando non fissa una classe di laurea obbligatoria, ma richiede l’insieme dei requisiti formali e di titolo, includendo riconoscimenti per titoli esteri equipollenti o equivalenti attestati dall’autorità competente.
Gli elementi essenziali del concorso riguardano anche la collocazione dei posti e la sede. In tutto sono disponibili sei posti, con una riserva di due unità a favore del personale in servizio nel Segretariato Generale che soddisfi le condizioni previste dal bando. La sede non è vincolata a una singola struttura: i referendari potrebbero essere assegnati agli uffici e servizi dell’organo vertice della Presidenza. L’assetto organizzativo, però, è chiarito che l’ufficio del personale ha sede in via della Dataria 96, 00187 Roma, mentre le condizioni operative dipenderanno dalle esigenze istituzionali.
La selezione è strutturata in più fasi: se le domande superano venti volte i posti, è prevista una preselezione che consiste in 100 quesiti a risposta multipla da risolvere in 80 minuti, su diritto costituzionale, diritto amministrativo, contabilità di Stato e diritto dell’Unione Europea. I punteggi assegnati non concorrono al voto finale. Se la preselezione è prevista, l’ammissione agli scritti sarà riservata ai candidati fino al 60esimo posto e agli eventuali ex aequo con l’ultimo punteggio utile. Quattro prove scritte di sei ore ciascuna seguiranno, sempre su diritto costituzionale, diritto amministrativo, contabilità di Stato e diritto dell’Unione Europea. Il percorso culmina in un esame orale che comprende anche diritto civile (Libro IV, articoli 1173-1469) e storia italiana dal Risorgimento ad oggi, oltre a norme e funzioni del Segretariato Generale e una prova di inglese.
Per quanto riguarda l’ammissione all’orale, è richiesta una media non inferiore a 21/30 nelle prove scritte e non meno di 18/30 in ciascuna prova scritta. La graduatoria finale deriva dalla media delle prove scritte, integrata dal punteggio dell’orale e tenendo conto delle riserve e dei titoli di preferenza previsti dal bando. Tutto l’iter, compreso l’organizzazione delle prove e l’elenco dei commissari, sarà definito in un provvedimento successivo pubblicato sul sito della Presidenza.
La domanda di partecipazione va inviata esclusivamente online tramite l’applicazione ConcorsiWeb della Presidenza della Repubblica, entro le ore 18:00 del 22 ottobre 2026. È previsto il pagamento di una tassa di segreteria di 12 euro mediante bonifico, secondo le coordinate elencate nel bando. Chi ha partecipato a concorsi precedenti può utilizzare credenziali già in possesso, senza una nuova registrazione. È prevista la possibilità di esonero dalla preselezione per chi dichiara un disability pari o superiore all’80%, a condizione di presentare la documentazione sanitaria ufficiale.
Prima di inviare la domanda, è opportuno verificare alcuni requisiti chiave: cittadinanza italiana, età entro i limiti, titolo di studio adeguato, idoneità fisica e assenza di condanne o provvedimenti che ostacolino l’assunzione; equipollenza o equivalenza di titoli esteri, con relativa certificazione o richiesta in corso; documenti da allegare nelle fasi successive (identità, eventuali certificazioni sanitarie, attestazioni di titoli o preferenze); modalità di presentazione e calendario ufficiale delle prove, che saranno pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale e sul portale del Quirinale; e, infine, che lo stipendio non è indicato nel bando, essendo definito dal regolamento del personale al momento dell’assunzione.
L’opportunità, spiegano gli osservatori, rappresenta un ingresso strategico nel cuore della pubblica amministrazione. È una carriera impegnativa, ma per chi posseggia i requisiti e la determinazione, potrebbe aprire a un percorso professionale di rilievo all’interno di una delle strutture centrali dello Stato, con prospettive di stabilità e sviluppo professionale nel tempo.
