Sorrento blindata contro le infiltrazioni: siglato un patto tra Prefettura e Comune per gli appalti pubblici
A Sorrento nasce un presidio stabile contro i rischi di infiltrazione della criminalità negli appalti pubblici. Il patto di legalità è stato firmato questa mattina, al termine della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ospitata nel municipio della città.
All’incontro hanno partecipato figure di vertice accompagnate dal livello più operativo delle forza dell’ordine: il prefetto di Napoli Michele di Bari, il sindaco Corrado Fattorusso, il vicario del questore di Napoli Alfredo Carosella, il procuratore generale di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso, il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, generale di brigata Carmine Virno, e il comandante provinciale dei Carabinieri di Napoli, generale di brigata Biagio Storniolo. Il clima, come sottolineato dall’amministrazione cittadina, è quello della cooperazione concreta tra istituzioni diverse, messe insieme per una finalità chiara: rafforzare la legalità negli affidamenti pubblici.
Il protocollo avrà una durata di due anni, con possibilità di rinnovo per un ulteriore biennio. L’obiettivo espresso è duplice: da una parte rafforzare le condizioni di legalità e sicurezza negli appalti, dall’altra ampliare la rete di monitoraggio estendendo le verifiche anche a prestazioni di lavori, servizi e forniture che solitamente sfuggono alle cautele antimafia. In questo modo si crea una cornice di controllo più ampia e continua, capace di intercettare scenari di rischio prima della stipula degli affidamenti.
Tra i settori interessati dall’accordo figurano quelli considerati tra i più esposti al contagio di infiltrazioni: edilizia e urbanistica, ma anche servizi funerari e cimiteriali, ristorazione, mense, catering, servizi ambientali e gestione dei rifiuti. Si tratta, in sostanza, di un ventaglio di comparti dove la verifica preventiva avrà una funzione di deterrente e di rassicurazione per imprese oneste e cittadini.
«Le gravi vicende giudiziarie che hanno interessato Sorrento hanno reso necessario rafforzare i presidi di legalità», ha spiegato il prefetto di Bari. Il protocollo si inserisce nelle misure indicate dal decreto del ministro dell’Interno dello scorso aprile per potenziare il sistema delle verifiche antimafia. Le controlli preliminari all’affidamento degli appalti saranno rafforzate e riguarderanno anche enti, organismi, istituzioni, aziende speciali, fondazioni e società partecipate o comunque sottoposte al controllo, vigilanza o partecipazione del Comune di Sorrento.
«Questo protocollo nasce dalla stretta collaborazione con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che ringrazio unitamente al procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso», ha aggiunto di Bari. E ha rimarcato anche l’altro volto della città: «A Sorrento c’è un tessuto sociale sano e un senso civico profondo, oltre alla volontà diffusa di cambiare pagina».
La finalità indicata è chiara: potenziare lo scambio di informazioni tra le istituzioni, con uno scambio costante che possa ricucire la fiducia dei cittadini nelle scelte pubbliche. Il sindaco Corrado Fattorusso ha espresso gratitudine per la disponibilità e la collaborazione dimostrate, ricordando le difficoltà ereditate dall’attuale governo cittadino ma sottolineando l’impegno a garantire trasparenza, tutela del territorio e risposte concrete alle legittime attese dei cittadini.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, il protocollo rappresenta quindi una risposta strutturata delle istituzioni locali a un fenomeno complesso, con una cornice operativa capace di accompagnare l’intervento pubblico con strumenti di controllo più efficaci e una logica di responsabilità condivisa.
In questo intreccio di misure e responsabilità resta aperto il quadro su come si svilupperanno concretamente i controlli preliminari e quali imprese potranno beneficiare delle nuove verifiche: resta da vedere quali procedure, quali documenti e quali operatori saranno effettivamente coinvolti nei prossimi mesi, ma l’idea è chiara e la direzione è tracciata: una Sorrento più trasparente, meno infiltrabile, e una fiducia pubblica da ricostruire passo dopo passo.
